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lunedì 20 gennaio 2014

Le verdure adatte all’inverno, più resistenti al freddo

Le verdure adatte all’inverno, più resistenti al freddo

Tutte le verdure nell’orto vanno coltivati nella buona stagione con i climi miti. Questo è quello che ritenevamo una regola, ma, come ogni regola che si rispetti, anche questa ha le sue numerose eccezioni.

Ci sono molte verdure che possono essere coltivate anche con una temperatura ambiente piuttosto fredda. Le ho divise in due categorie: ortaggi MOLTO resistenti al freddo, e ortaggi ABBASTANZA resistenti al freddo.

Il rafano, come il ramolaccio, è una pianta molto resistente al freddo
 

La differenza ovviamente sta nella quantità di freddo che la pianta deve assorbire. Una pianta molto resistente può tollerare temperature fino a -5°C, e qualcuna anche fino a -10°C, ma non a lungo. Possono sopravvivere a notti fredde non consecutive. La protezione può essere assicurata con tunnel coperti di plastica oppure, ovviamente, serre.

Le temperature mediamente o abbastanza resistenti possono tollerare qualche notte a zero gradi o fino a -2°C, e vivono bene nelle zone in cui questi eventi potrebbero verificarsi ma non è detto che si verifichino. Quando succede, è necessario proteggerle provvisoriamente stendendo un telo di tessuto non tessuto o con altri mezzi, come la pacciamatura che impedisca al suolo di gelare.

I cavoli sono ortaggi adatti alla coltivazione invernale
 

Come capire se nel corso della notte la temperatura scenderà a zero gradi? I vecchi contadini sono maestri in questo. Basta osservare il cielo: le notti limpide e stellate sono quelle che promettono peggio.

La bieta resiste mediamente al freddo
 

ORTAGGI MOLTO RESISTENTI AL FREDDO

Aglio
Asparago
Cardo
Cavolo di Bruxelles
Cavolo cappuccio
Cavolo nero o cavolo toscano
Cavolo verza
Fava
Fragola
Porro
Radicchio
Rafano
Rapa
Scalogno
Spinacio

Verze e cappucci, come i Cavoli a foglia, resistono molto bene al freddo
 

ORTAGGI ABBASTANZA RESISTENTI AL FREDDO

Barbabietola
Bieta a coste o Erbette
Carciofo
Carota
Cavolfiore
Cavolo broccolo
Cicoria
Cime di rapa
Cipolle
Finocchio
Indivia
Lattuga
Ravanello
Rucola
Sedano

Valeriana

La lattuga è abbastanza resistente al freddo, però occorre scegliere le varietà di stagione
 

ORTAGGI DA EVITARE ASSOLUTAMENTE NEI PERIODO  FREDDI (non ci provate neppure)

Anguria
Cetriolo
Melanzana
Melone
Peperone
Zucca

Le fragole sono molto resistenti al freddo
 

Tutte le altre non citate sono adatte ai climi miti, non amano né la temperatura fresca né il caldo eccessivo.

I cavolfiori e i broccoli sono abbastanza resistenti al freddo
Le  cime di rapa sono abbastanza resistenti al freddo
 
 
 
 
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sabato 21 dicembre 2013

Vivaio in casa. Seminare pomodori, peperoni e melanzane con l’aiuto dei dischetti di torba

Vivaio in casa. Seminare pomodori, peperoni e melanzane con l’aiuto dei dischetti di torba

In questo post ci proponiamo di allestire il nostro vivaietto (indipendentemente dal fatto se lo si farà in serra o in casa) utilizzando i dischetti di torba pressata, che offrono un substrato ottimo per la crescita delle piantine. Gli stessi vantaggi dei dischetti sono offerti anche dai vasi di torba (o di cocco)

Per quanto pomodori, peperone e melanzane siano  ortaggi estivi, i fortunati possessori di una serra possono cominciare la semina in serra calda fin da gennaio. Gli hobbisti più volenterosi e disposti a sperimentare, invece, possono provare da febbraio a seminare in casa alcune piantine da trapiantare a metà marzo all’aperto (escluse le zone più fredde).

Allevare in casa un vivaietto di pomodori o altri ortaggi non è una impresa semplice, e richiederebbe un capitolo a parte, per due importanti motivi: il primo è che il microclima casalingo è eccessivamente secco (grazie anche agli impianti di riscaldamento) rispetto alle esigenze delle piantine che hanno bisogno di umidità; il secondo è la carenza di luce.
I dischetti di torba si presentano come nella foto: hanno un diametro da 3 a 6 cm e sono alti circa mezzo cm
 
Quella che a noi può sembrare una illuminazione più che sufficiente non è percepita così dalle piante; il nostro occhio non sa distinguere variazioni di luminosità anche importanti, come per esempio quella esistente tra l’interno e l’esterno di una finestra. Basterebbe usare un luxmetro per vedere quanto sia grande. Dunque, se proprio si vuole coltivare un vivaietto di pomodori in casa, le raccomandazioni sono: di giorno tenere le piantine all’esterno (ma attenzione alle temperature), quando non possono stare fuori tenerle all’interno in cucina, in bagno, o nel luogo meno secco della casa.
Dischetti di torba appena seminati. Un cartellino aiuta a ricordare e distinguere le diverse semine
 

In questo post ci proponiamo di allestire il nostro vivaietto (indipendentemente dal fatto se lo si farà in serra o in casa) utilizzando i dischetti di torba pressata, che offrono un substrato ottimo per la crescita delle piantine.

I dischetti di torba si possono trovare nei migliori garden center, e sono costituiti da un impasto deidratato e chiuso in una leggera calza. Nella foto sottostante alcuni dischetti così come vengono venduti.

I dischetti di torba come reperibili in commercio. La torba pressata è contenuta in una leggerissima calza per mantenerla compatta. La parte superiore mostra un piccolo avvallamento nel quale potranno essere disposti i semi, previo approfondimento.
 
 


Coltivare l'orto

di Bruno Del Medico
Seconda edizione 2013
128 Pagine. Formato 17x24 cm. Illustrato
Euro 10,00.  Vedi prezzo scontato

Finalmente un manuale sulla coltivazione dell'orto non scritto da qualche eccentrico americano del Tennessee né da qualche professore di agraria, ma da un vero hobbysta. Quando non sapeva ancora camminare, oltre mezzo secolo fa, l'autore accompagnava il padre nel piccolo orto familiare e apprendeva i piccoli trucchi e i segreti antichi di quest'arte. Oggi coltivare un orto non significa più ingegnarsi per sopravvivere, quanto piuttosto scegliere un nuovo stile di vita. Nonostante ciò, le tecniche rimangono le stesse. La tecnica moderna ha introdotto la chimica, che il vero hobbysta rifugge. Questo libro vi darà i migliori suggerimenti per seminare, coltivare e raccogliere gustosissimi ortaggi per la gioia della vostra tavola.
SCONTI E OMAGGI
PER SAPERNE DI PIU'

 

Prima dell’uso i dischetti devono essere reidratati, come si vede nella figura sottostante. Vanno sistemati in un contenitore (tenendo in alto la parte  con un piccolo buco libero dalla calza di contenimento) e vanno ricoperti di acqua tiepida. I dischetti cominceranno subito a gonfiarsi, e sarà necessario aggiungere acqua finché non avranno raggiunto l’altezza di 5 cm circa; la larghezza invece resterà praticamente invariata. In basso nella stessa foto due dischetti prime e dopo il rigonfiamento.

I dischetti bagnati con acqua preferibilmente tiepida assumono le dimensioni d'uso in un tempo rapidissimo (secondi o al massimo minuti). A sinistra, dischetti appena immersi nell'acqua. A destra, dischetti in crescita dopo 20 secondi.
 

I dischetti possono essere sistemati in una apposita serretta dotata di coperchio, come si vede nella figura sottostante. Anzitutto la serretta andrà ben pulita e sterilizzata lavandola con acqua calda e candeggina per rimuovere qualunque parassita, fungo o infezione eventualmente derivante da precedenti coltivazioni. Si farà asciugare la serretta al sole, e vi si disporranno i dischetti di torba, versando poi sul tutto abbondante acqua tiepida. In mancanza di una serretta di potrà usare qualunque contenitore alto non più di 10-15 cm affinché i bordi non diano ombra alle piantine più vicine. Questo contenitore può essere ricoperto con una lastra di vetro o plastica rigida, specialmente se pensiamo di metterlo all’aperto nelle giornate luminose ma fredde.

E' consigliabile usare i dischetti disponendoli in una serretta dotata di copertura trasparente. Bagnandoli, si gonfiano verso l'altezza ma non verso la larghezza.
 

La semina si potrà fare il giorno seguente alla preparazione dei dischetti. Va fatta praticando un piccolo buco profondo al massimo mezzo centimetro nella piccola conca sulla parte alta del dischetto. In questo buco si porranno i semi, da ricoprire o serrando la stessa torba o spolverando sui buchi del terriccio da giardino fine. Se la varietà di ortaggio è ti tipo ordinario, ed avete una buona disponibilità di semi, mettetene almeno tre per ogni dischetto infilandoli nello stesso buco. Quando le piantine saranno alte circa 3 cm effettuerete il diradamento lasciando solo la piantina più bella. Se invece i vostri semi sono costosi e ne avete una disponibilità limitata, come può accadere con le bustine di varietà particolari o di tipo F1, allora mettete un solo seme ogni dischetto perché sarebbe un vero peccato dover eliminare piantine nei diradamenti.  I dischetti nei quali la nascita è fallita potranno essere utilizzati per altre semine.

Piantine di pomodoro appena emerse
 
Ricordatevi sempre di contrassegnare con un cartellino le semine, indicando la varietà e la data di semina, come nella figura soprastante. I pomodori richiedono una temperatura di 20 - 25 gradi per germinare, e spuntano dal terreno mediamente dopo una – due settimane. Successivamente, la pianta crescerà se potrà usufruire di  una temperatura media di 25 gradi circa, bloccherà la crescita se è più bassa.
Piantine di gombo in vasetti di torba, subito dopo l'emersione.
 

DIRADAMENTO

Se avete seminato mettendo più semi in ogni dischetto, potrà accadere che da ciascuno emergano più piantine. Quando si dispone di semi più abbondanti si usa fare così per programmare meglio il numero di piantine che si otterranno: se sappiamo che da ogni dischetto otterremo sicuramente una piantina, potremo evitare quelle situazioni antipaticissime in cui, per prudenza, abbiamo seminato più piantine del necessario e poi magari ce ne troviamo di meno, oppure di più per cui siamo costretti a buttarle via. In ogni caso, se i nostri dischetti contengono, per esempio, tre piantine, quando la maggiore è alta almeno tre centimetri eliminate la più piccola, lasciandone due. Dopo una decina di giorni eliminate anche la seconda, lasciando quindi solo la pianta più bella. (vedi le due figure sotto)

In alto, dischetti da diradare. In basso, dischetti nei quali è stata lasciata una sola piantina, la migliore. Non fatevi intenerire di fronte alle piantine da eliminare: in ogni dischetto deve rimanere UNA SOLA piantina

 
 


Coltivare il Gombo
Un ortaggio dai molti nomi: Okri, Bamia, Quiabo

 

Coltivare l’orto Editrice 2013
48 pagine. Formato 17x24
Prezzo euro 6,00
Il gombo, che cos’è. Provenienza. Habitat. I nomi. Proprietà ed effetti. Varietà. Esigenze di coltivazione in Italia: innaffiatura, concimazione, pacciamatura, sfogliatura, rincalzo, scerbatura, potatura, tutoraggio. Semina: preparazione del terreno, semiona diretta, semina in vivaio, diradamento, quanti semi, quando spunta. Il trapianto. Parassiti e malattie. Raccolta, utilizzo, conservazione. Il gombo in cucina. Alcune ricette. Dove trovare i semi. Indice analitico.
PER SAPERNE DI PIU'
 

 

EVITARE LE FILATURE

Le piantine devono crescere sia in altezza che in larghezza, mantenendosi di un verde non troppo sbiadito.

Attenzione: se le piantine hanno l’apparenza diafana e tendono ad allungare il fusto anziché allargare la chioma, stanno soffrendo la mancanza di luce. Piantine così si dicono “filate”: può sembrare bello che si allunghino e crescano rapidamente in altezza, ma non è così: quelle piantine stanno soffrendo, crescono verso l’alto perché cercano la luce. Si allungano in questa ricerca a scapito della salute e robustezza del tronco.  Una volta trapiantate queste piantine non reggeranno la troppa luce e moriranno, oppure vivranno molto stentatamente e non daranno frutti. Appena notate la tendenza delle piantine di pomodori ad allungarsi troppo mantenendo foglie e gambi diafani, intervenite immediatamente con maggiori dosi di luce. 

 
 
I supporti di coltivazione sono moltissimi. Nella foto le piantine di melanzana sono coltivate su una lastra di polistirolo forata
 

CONCIMAZIONE

Le piantine allevate nei dischetti possono ricevere  interventi fertilizzanti moderati. L’eccessiva concentrazione di fertilizzanti “brucerà” le piantine. Evitate anzitutto i concimi granulari, preferite quelli liquidi che vanno diluiti in acqua. Nella preparazione usate una dose ridotta al 30% di quella consigliata.  Iniziate le concimazioni quando la piantine sono già alte almeno 5 - 6  cm, e non ripetetele più frequentemente di quindici giorni una dall’altra.

 

TRAPIANTO

Una bella piantina dal gambo robusto, ben ramificata, di un bel verde tendente più allo scuro che al chiaro, è quanto di meglio potreste aspettarvi dal vostro vivaio. Confrontate le vostre piante con quelle in vendita nei garden center per avere un’idea della loro salute. Quando raggiungeranno un’altezza minima di dieci- dodici cm potranno essere già trapiantate, ma solo se la temperatura esterna lo consente. Diversamente, continuate a tenerle nel vivaio, possono attendere anche a lungo nei vasetti di torba senza scapito per la loro salute.

 

Quando la temperatura esterna lo consente, le piantine alte al minimo dieci cm possono essere trapiantate. Nella foto, peperone.
 
 
 
 
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Vivaio in casa. Seminare pomodori, peperoni e melanzane con l’aiuto dei dischetti di torba

Vivaio in casa. Seminare pomodori, peperoni e melanzane con l’aiuto dei dischetti di torba

In questo post ci proponiamo di allestire il nostro vivaietto (indipendentemente dal fatto se lo si farà in serra o in casa) utilizzando i dischetti di torba pressata, che offrono un substrato ottimo per la crescita delle piantine. Gli stessi vantaggi dei dischetti sono offerti anche dai vasi di torba (o di cocco)

Per quanto pomodori, peperone e melanzane siano  ortaggi estivi, i fortunati possessori di una serra possono cominciare la semina in serra calda fin da gennaio. Gli hobbisti più volenterosi e disposti a sperimentare, invece, possono provare da febbraio a seminare in casa alcune piantine da trapiantare a metà marzo all’aperto (escluse le zone più fredde).

Allevare in casa un vivaietto di pomodori o altri ortaggi non è una impresa semplice, e richiederebbe un capitolo a parte, per due importanti motivi: il primo è che il microclima casalingo è eccessivamente secco (grazie anche agli impianti di riscaldamento) rispetto alle esigenze delle piantine che hanno bisogno di umidità; il secondo è la carenza di luce.
I dischetti di torba si presentano come nella foto: hanno un diametro da 3 a 6 cm e sono alti circa mezzo cm
 
Quella che a noi può sembrare una illuminazione più che sufficiente non è percepita così dalle piante; il nostro occhio non sa distinguere variazioni di luminosità anche importanti, come per esempio quella esistente tra l’interno e l’esterno di una finestra. Basterebbe usare un luxmetro per vedere quanto sia grande. Dunque, se proprio si vuole coltivare un vivaietto di pomodori in casa, le raccomandazioni sono: di giorno tenere le piantine all’esterno (ma attenzione alle temperature), quando non possono stare fuori tenerle all’interno in cucina, in bagno, o nel luogo meno secco della casa.
Dischetti di torba appena seminati. Un cartellino aiuta a ricordare e distinguere le diverse semine
 

In questo post ci proponiamo di allestire il nostro vivaietto (indipendentemente dal fatto se lo si farà in serra o in casa) utilizzando i dischetti di torba pressata, che offrono un substrato ottimo per la crescita delle piantine.

I dischetti di torba si possono trovare nei migliori garden center, e sono costituiti da un impasto deidratato e chiuso in una leggera calza. Nella foto sottostante alcuni dischetti così come vengono venduti.

I dischetti di torba come reperibili in commercio. La torba pressata è contenuta in una leggerissima calza per mantenerla compatta. La parte superiore mostra un piccolo avvallamento nel quale potranno essere disposti i semi, previo approfondimento.
 
 


Coltivare l'orto

di Bruno Del Medico
Seconda edizione 2013
128 Pagine. Formato 17x24 cm. Illustrato
Euro 10,00.  Vedi prezzo scontato

Finalmente un manuale sulla coltivazione dell'orto non scritto da qualche eccentrico americano del Tennessee né da qualche professore di agraria, ma da un vero hobbysta. Quando non sapeva ancora camminare, oltre mezzo secolo fa, l'autore accompagnava il padre nel piccolo orto familiare e apprendeva i piccoli trucchi e i segreti antichi di quest'arte. Oggi coltivare un orto non significa più ingegnarsi per sopravvivere, quanto piuttosto scegliere un nuovo stile di vita. Nonostante ciò, le tecniche rimangono le stesse. La tecnica moderna ha introdotto la chimica, che il vero hobbysta rifugge. Questo libro vi darà i migliori suggerimenti per seminare, coltivare e raccogliere gustosissimi ortaggi per la gioia della vostra tavola.
SCONTI E OMAGGI
PER SAPERNE DI PIU'

 

Prima dell’uso i dischetti devono essere reidratati, come si vede nella figura sottostante. Vanno sistemati in un contenitore (tenendo in alto la parte  con un piccolo buco libero dalla calza di contenimento) e vanno ricoperti di acqua tiepida. I dischetti cominceranno subito a gonfiarsi, e sarà necessario aggiungere acqua finché non avranno raggiunto l’altezza di 5 cm circa; la larghezza invece resterà praticamente invariata. In basso nella stessa foto due dischetti prime e dopo il rigonfiamento.

I dischetti bagnati con acqua preferibilmente tiepida assumono le dimensioni d'uso in un tempo rapidissimo (secondi o al massimo minuti). A sinistra, dischetti appena immersi nell'acqua. A destra, dischetti in crescita dopo 20 secondi.
 

I dischetti possono essere sistemati in una apposita serretta dotata di coperchio, come si vede nella figura sottostante. Anzitutto la serretta andrà ben pulita e sterilizzata lavandola con acqua calda e candeggina per rimuovere qualunque parassita, fungo o infezione eventualmente derivante da precedenti coltivazioni. Si farà asciugare la serretta al sole, e vi si disporranno i dischetti di torba, versando poi sul tutto abbondante acqua tiepida. In mancanza di una serretta di potrà usare qualunque contenitore alto non più di 10-15 cm affinché i bordi non diano ombra alle piantine più vicine. Questo contenitore può essere ricoperto con una lastra di vetro o plastica rigida, specialmente se pensiamo di metterlo all’aperto nelle giornate luminose ma fredde.

E' consigliabile usare i dischetti disponendoli in una serretta dotata di copertura trasparente. Bagnandoli, si gonfiano verso l'altezza ma non verso la larghezza.
 

La semina si potrà fare il giorno seguente alla preparazione dei dischetti. Va fatta praticando un piccolo buco profondo al massimo mezzo centimetro nella piccola conca sulla parte alta del dischetto. In questo buco si porranno i semi, da ricoprire o serrando la stessa torba o spolverando sui buchi del terriccio da giardino fine. Se la varietà di ortaggio è ti tipo ordinario, ed avete una buona disponibilità di semi, mettetene almeno tre per ogni dischetto infilandoli nello stesso buco. Quando le piantine saranno alte circa 3 cm effettuerete il diradamento lasciando solo la piantina più bella. Se invece i vostri semi sono costosi e ne avete una disponibilità limitata, come può accadere con le bustine di varietà particolari o di tipo F1, allora mettete un solo seme ogni dischetto perché sarebbe un vero peccato dover eliminare piantine nei diradamenti.  I dischetti nei quali la nascita è fallita potranno essere utilizzati per altre semine.

Piantine di pomodoro appena emerse
 
Ricordatevi sempre di contrassegnare con un cartellino le semine, indicando la varietà e la data di semina, come nella figura soprastante. I pomodori richiedono una temperatura di 20 - 25 gradi per germinare, e spuntano dal terreno mediamente dopo una – due settimane. Successivamente, la pianta crescerà se potrà usufruire di  una temperatura media di 25 gradi circa, bloccherà la crescita se è più bassa.
Piantine di gombo in vasetti di torba, subito dopo l'emersione.
 

DIRADAMENTO

Se avete seminato mettendo più semi in ogni dischetto, potrà accadere che da ciascuno emergano più piantine. Quando si dispone di semi più abbondanti si usa fare così per programmare meglio il numero di piantine che si otterranno: se sappiamo che da ogni dischetto otterremo sicuramente una piantina, potremo evitare quelle situazioni antipaticissime in cui, per prudenza, abbiamo seminato più piantine del necessario e poi magari ce ne troviamo di meno, oppure di più per cui siamo costretti a buttarle via. In ogni caso, se i nostri dischetti contengono, per esempio, tre piantine, quando la maggiore è alta almeno tre centimetri eliminate la più piccola, lasciandone due. Dopo una decina di giorni eliminate anche la seconda, lasciando quindi solo la pianta più bella. (vedi le due figure sotto)

In alto, dischetti da diradare. In basso, dischetti nei quali è stata lasciata una sola piantina, la migliore. Non fatevi intenerire di fronte alle piantine da eliminare: in ogni dischetto deve rimanere UNA SOLA piantina

 
 


Coltivare il Gombo
Un ortaggio dai molti nomi: Okri, Bamia, Quiabo

 

Coltivare l’orto Editrice 2013
48 pagine. Formato 17x24
Prezzo euro 6,00
Il gombo, che cos’è. Provenienza. Habitat. I nomi. Proprietà ed effetti. Varietà. Esigenze di coltivazione in Italia: innaffiatura, concimazione, pacciamatura, sfogliatura, rincalzo, scerbatura, potatura, tutoraggio. Semina: preparazione del terreno, semiona diretta, semina in vivaio, diradamento, quanti semi, quando spunta. Il trapianto. Parassiti e malattie. Raccolta, utilizzo, conservazione. Il gombo in cucina. Alcune ricette. Dove trovare i semi. Indice analitico.
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EVITARE LE FILATURE

Le piantine devono crescere sia in altezza che in larghezza, mantenendosi di un verde non troppo sbiadito.

Attenzione: se le piantine hanno l’apparenza diafana e tendono ad allungare il fusto anziché allargare la chioma, stanno soffrendo la mancanza di luce. Piantine così si dicono “filate”: può sembrare bello che si allunghino e crescano rapidamente in altezza, ma non è così: quelle piantine stanno soffrendo, crescono verso l’alto perché cercano la luce. Si allungano in questa ricerca a scapito della salute e robustezza del tronco.  Una volta trapiantate queste piantine non reggeranno la troppa luce e moriranno, oppure vivranno molto stentatamente e non daranno frutti. Appena notate la tendenza delle piantine di pomodori ad allungarsi troppo mantenendo foglie e gambi diafani, intervenite immediatamente con maggiori dosi di luce. 

 
 
I supporti di coltivazione sono moltissimi. Nella foto le piantine di melanzana sono coltivate su una lastra di polistirolo forata
 

CONCIMAZIONE

Le piantine allevate nei dischetti possono ricevere  interventi fertilizzanti moderati. L’eccessiva concentrazione di fertilizzanti “brucerà” le piantine. Evitate anzitutto i concimi granulari, preferite quelli liquidi che vanno diluiti in acqua. Nella preparazione usate una dose ridotta al 30% di quella consigliata.  Iniziate le concimazioni quando la piantine sono già alte almeno 5 - 6  cm, e non ripetetele più frequentemente di quindici giorni una dall’altra.

 

TRAPIANTO

Una bella piantina dal gambo robusto, ben ramificata, di un bel verde tendente più allo scuro che al chiaro, è quanto di meglio potreste aspettarvi dal vostro vivaio. Confrontate le vostre piante con quelle in vendita nei garden center per avere un’idea della loro salute. Quando raggiungeranno un’altezza minima di dieci- dodici cm potranno essere già trapiantate, ma solo se la temperatura esterna lo consente. Diversamente, continuate a tenerle nel vivaio, possono attendere anche a lungo nei vasetti di torba senza scapito per la loro salute.

 

Quando la temperatura esterna lo consente, le piantine alte al minimo dieci cm possono essere trapiantate. Nella foto, peperone.
 
 
 
 
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