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sabato 1 novembre 2014

L’orto sul balcone? Si può fare, ecco tutto quello che occorre sapere

L’orto sul balcone? Si può fare, ecco tutto quello che occorre sapere

Mentre si diffonde sempre più la passione per la coltivazione dell’orto, molti si rammaricano di non possedere un terreno adatto. Eppure, anche per chi abita in città, è sufficiente un piccolo balcone per dedicarsi alla coltivazione delle verdure. Alcuni contenitori da poter adibire a vasi (basta che abbiano un foro sul fondo e poggino su un sottovaso) e della terra comune possono fornire ottime verdure, a cominciare dalle aromatiche più comuni fino ai pomodori

La domanda che molti fanno è questa: Ma che cosa posso coltivare sul mio balcone? La risposta può essere sorprendente: puoi coltivarci anche un baobab, se possiedi un vaso abbastanza grande. In effetti, se ci pensiamo bene, capita spesso di vedere sui balconi più grandi o sui terrazzi, specialmente negli attici cittadini,  dei veri e propri alberi; me che cosa è il pianeta Terra se non un grande vaso che ruota attorno al sole?
Pomodoro Brandwine in un vecchio vaso di recupero
 
Fragole in vaso
 
Forti di questa ottimistica, possiamo guardare con fiducia al nostro balcone sapendo che gli ortaggi, anche i più bisognosi di spazio, non  raggiungono sicuramente le dimensioni di un albero, neppure piccolo. Se esaminiamo i più voluminosi, vediamo subito come quelli che maggiormente si espandono in altezza, come i fagioli rampicanti o i pomodori, non superano i 2,50 metri ma sono contenuti in larghezza. Questo è un bene, perché un piccolo spazio può ospitare molte piante: infatti per una pianta di pomodoro è sufficiente un vaso con un diametro minimo di 22-25 cm, e ottimale di 28-30.
Se non si bada molto all’estetica qualsiasi contenitore può essere trasformato in vaso. Occorre sempre praticare in foro sul fondo
 
 

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Esistono in commercio vasi modulari componibili per balcone. Nella foto un esempio, il sistema Minigarden commercializzato da Ingegnoli
 
Più problematica potrebbe essere la coltivazione di zucche e zucchini che richiedono molto spazio sul piano orizzontale. Una pianta di zucchino richiede un vaso dal diametro di 30 cm e uno spazio orizzontale di almeno un metro quadrato. La zucca (quella che produce zucche grandi) richiede uno spazio almeno doppio, mentre quella che produce zucche piccole può essere fatta arrampicare su un traliccio riducendo così l’occupazione a terra.
 

 
 
Una magnifica  salvia di due anni in vaso
 
 
Cavolfiore in vaso
 
Per quanto concerne i vasi da utilizzare, molto dipende dall’impronta che si vuole dare al proprio orto sul balcone. Se si vuole privilegiare l’estetica si useranno vasi coordinati con una certa caratterizzazione di eleganza, che però avranno un certo costo. Se invece si vuole privilegiare l’aspetto utilitaristico, allora qualsiasi contenitore va bene, purché sia in grado di contenere terra in misura sufficiente ad alimentare le radici degli ortaggi, Questo significa che dovrebbe avere un diametro da 12 a 30 cm a seconda della pianta da ospitare, ed una altezza pari almeno a una volta e mezza quella del diametro (quindi da 18 a 45 cm).
 
Cicoria in vaso
 
 

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Fave in vaso, spuntate da dieci giorni
 
Fanno eccezione alcuni ortaggi che possono essere coltivati anche in vasi a  ciotola, che abbiamo comunque una altezza di 15 cm almeno. Diversi ortaggi si adattano a crescere in ciotole di questo tipo, citiamo a titolo di esempio l’insalata da taglio, le fragole, i fagioli nani, e altri che non abbiano radici fittonanti.  Sarà comunque indispensabile praticare sul fondo di qualsiasi vaso un foro per lo sgrondo dell’acqua di irrigazione. Ciò comporta anche la presenza necessaria di un sottovaso, per evitare la caduta dell’acqua sui balconi sottostanti.
 
Lattuga Canasta in vaso
 

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La terra di riempimento dei vasi non dovrebbe essere costituita dal solo terriccio da giardino, perché è troppo soffice e non riuscirebbe a sostenere le piante più alte. Un altro problema deriverebbe dal fatto che il terriccio comune è compost non ancora perfettamente stabilizzato, nel quale sono ancora in corso processi batterici che potrebbero danneggiare le piante da orto più piccole. Questo è meno vero per i fiori, che di solito prediligono terreni più acidi.

Per avere un terreno da orto più adatto miscelate un 70% di terra normale con un 30% circa di terriccio da giardino. A ciò potete aggiungere, per ogni secchio,  un pugno di cenere di legna, se lo avete.

Peperone in vaso consociato con lattuga Foglie di quercia e Canasta
 

 
Le patate coltivate in vaso sono molto produttive
 
Per ottenere una terra molto fertile, presumendo che non si disponga di concimi organici come il letame, potete procurarvi un sacchetto di stallatico pellettato (lo trovate a buon prezzo nei consorzi agrari)  aggiungendone un bicchiere per ogni secchio di terra. Ricordate che in ogni momento potrete aggiungere alla terra dei vasi residui domestici come fondi di caffè e gusci di uovo sbriciolati, interrandoli così come sono.
 
 
 

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Prezzemolo in vaso
 
Melanzane in vaso, consociate con cipolla
 
La condizione più importante per il buon successo dell’orto consiste nella disponibilità di luce solare. E’ necessario che gli ortaggi ricevano molta luce. L’ottimo sarebbe una esposizione a tutto sole, il che accade quando il balcone è esposto a sud. Alcuni ortaggi, solitamente quelli da foglia, possono crescere bene anche a mezzombra, il che accade quando il balcone è esposto a sud-est o sud-ovest. E’ necessaria, comunque, almeno mezza giornata di esposizione diretta alla luce solare. Disponete le piante su più file: le più alte vicino al muro, e davanti le altre secondo altezze decrescenti, in modo che la chioma di ogni pianta riceva luce.
 
Pomodori in vaso, consociati con cipolle. Nella fila davanti insalata canasta
 
Rucola selvatica coltivata in vaso
 
 

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giovedì 29 maggio 2014

L’orientamento delle file è uno dei segreti del successo dell’orto

L’orientamento delle file è uno dei segreti del successo dell’orto

La luce solare è un elemento indispensabile per la crescita degli ortaggi. Infatti, una illuminazione scarsa dà luogo a piante sofferenti e improduttive. Non sempre gli orti amatoriali sono nelle condizioni migliori: li si ricava negli spazi disponibili, ritenendo che ogni spazio sia buono. Spesso si pensa di dedicare all’orto uno spazio un poco nascosto, che solitamente è anche ombroso. La tendenza attuale è di farsi l’orticello sul balcone, non tutti i balconi sono orientati nel modo migliore.


Nello schema qui sotto, un esempio di un  piccolo lotto di terreno con villino sovrastante. La figura indica le zone migliori e quelle sconsigliate per accogliere l’orto. Come si può vedere, le esposizioni migliori sono quelle rivolta a sud, sud-est e sud-ovest.

L’esposizione a nord è tanto più sconsigliata quanto più è alta la costruzione: infatti la lunghezza dell’ombra generata si proiettata sul terreno in funzione di questo valore. Se la costruzione è  molto alta l’esposizione a nord rimane ombreggiata anche tutto l’anno. Se invece non è molto alta ci possono essere alcun i mesi (da maggio ad agosto) in cui la zona diventa abbastanza illuminata da poter essere coltivabile ad orto. Ricordo che nessuna pianta ortiva può riuscire in zona ombreggiata, salvo, talvolta, il prezzemolo. Ogni ortaggio deve avere un minimo di 7 ore di sole al giorno.

Il sole sorge ad est e tramonta ad ovest. Tutta la fascia a sud, sud-est.sud-ovest si presta ad essere coltivata. I terrazzi esposti a sud, sud-est e sud-ovest  vanno bene: quelli esposti a est od ovest, presentano qualche problema perché il numero di ore soleggiate può essere insufficiente.

 
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Non occorre avere una bussola per stabilire la direzione dei punti cardinali. Per le esigenze di un orticoltore si può dire che l'est è la direzione in cui sorge il sole: guardando questa direzione, alla sua destra ha il sud, alla sinistra il nord, alle spalle l'ovest. E' una misurazione molto approssimativa perché il luogo in cui il sole sorge si sposta, ma per l'orientamento dell'orto può essere sufficiente. Per i più esigenti diremo che l'est esatto andrebbe rilevato agli equinozi, cioè alle date convenzionali del 21 giugno o 21 settembre. Oppure, comprate una bussola: qui sotto un modello semiprofessionale, ma ne basta una da boy-scout.

Una bussola semiprofessionale, del tutto superflua per orientare l'orto.
 

Una volta stabilito che l'esposizione a sud è la migliore, occorre anche fare in modo che le piante dell'orto possano beneficiarne al massimo. Cioè, se quello è il posto in cui c'è più sole, bisogna fare in modo che non ci siano ostacoli che si frappongono fra il prezioso sole e le piante. Gli ostacoli possono essere muri, siepi, alberi, e quant'altro genera ombra. Sarà consigliabile tenersi a distanza da questi ingombri.
Esistono però altri generatori di ombra fastidiosa per le piante, e sono le piante stesse. Un filare di fagiolini rampicanti genera più ombra di una siepe, e altrettanto fa un filare di pomodori. Occorre perciò avere l'attenzione di disporre le piante in modo che la loro stessa ombra danneggi il meno possibile le piante vicine. Questo risultato si ottiene disponendo i filari da est e ovest.

Il sole sorge a est, e tramonta ad ovest, quindi il suo corso diurno è una traiettoria est-ovest, più o meno diretta secondo la stagione, ma essenzialmente così. Eviteremo che le piante gettino ombra sui filari circostanti se disporremo i filari stessi in direzione est-ovest. In questo modo il sole potrà "correre tra le file" illuminando quanto meno i lati di ogni singola pianta.

 
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Nella figura sottostante i filari sono orientati da est a ovest (o da ovest a est, come preferite). La foto è stata scattata nelle prime ore del mattino: si vede l'ombra del fotografo che dà le spalle ad est,  e proietta la sua ombra tra le file.

 
 

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mercoledì 2 aprile 2014

Combattere la farfalla cavolaia e i bruchi dei cavoli

Combattere la farfalla cavolaia e i bruchi dei cavoli

Combattere le farfalle cavolaie  (Pieris brassicae) con  le foglie di pomodoro. Se cominciate a vedere qualche graziosa farfallina che svolazza sulle  vostre piante di cavolo, sappiate che quelle gentili creature potrebbero essere causa di seri guai per le piante che stanno adocchiando

Questa farfalla, (nome scientifico Pieris brassicae), volgarmente detta cavolaia, ha un legame stretto con i nostri cavoli, come lo stesso nome indica. Presto essa deporrà la sue uova sulle pagine inferiori delle nostre piante, senza che ce ne accorgiamo; finché, un (bel) mattino, scendendo nell’orto avremo una sgradita sorpresa:  di alcuni dei nostri migliori cavoli sarà rimasto solo lo scheletro; solo le nervature di quelle che il giorno prima erano foglie ampie e rigogliose.

Gli scarti della potatura del pomodoro, possono essere utilizzati per preparare un infuso insetticida
 
Che cosa può essere accaduto? Le uova della graziosa farfalla si sono schiuse, e ne sono usciti stuoli di voracissimi bruchi, che non hanno atteso neppure un attimo per dedicarsi a divorare i nostri cavoli.

Uova di farfalla cavolaia deposte sulla pagina inferiore delle foglie di cavolo
 

RIMEDI CONTRO LA CAVOLAIA

I rimedi per ovviare agli attacchi della cavolaia in modo biologico non sono molti: in effetti bisognerebbe controllare ogni giorno la pagina inferiore delle foglie per vedere se ci sono le uova, e in tal caso rimuovere la foglia. Oppure, si può cercare di allontanare le farfalle dai cavoli, usando una sostanza repellente. Questa sostanza la abbiamo a portata di mano in questo periodo, ed è facilissimo prepararla.

 
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L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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Una farfalla cavolaia
 

PREPARARE UN INFUSO DI FOGLIE DI POMODORO

Utilizzando le foglie ed i getti ascellari ricavati dalla potatura dei nostri pomodori, si può preparare un infuso.

Mettere due manciate di foglie di pomodoro in un contenitore, e versarci sopra due litri di acqua bollente. Dopo un paio d’ore, a infuso freddo, lo si può spruzzare sulle foglie dei cavoli e sul terreno circostante, senza diluirlo. Per favorire l’adesione aggiungete mezzo cucchiaio di detersivo liquido per i piatti, o scaglie di sapone di Marsiglia.

Un cavolfiore verde dopo la pioggia
 
 
 
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Sostenere le fave per evitare i danni del vento

Sostenere le fave per evitare i danni del vento

Le fave  seminate in novembre sono già molto cresciute, e guadagnando in altezza sono sempre più soggette ad essere abbattute anche da un vento modesto. Per evitare ogni rischio dovuto alla fragilità delloro fusto, occorre predisporre un sistema di tutoraggio.

E’ opportuno collocare dei sostegni (detti, in orticoltura, tutori) per sostenere le piante e contenerle. Mentre nel caso di altri ortaggi come i pomodori si ricorre a singoli paletti (spesso sono usate le canne) per le fave invece è conveniente usare un altro sistema. Infatti non si tratta di sostenere poche piante distanziate tra loro, ma molte piante cresciute abbastanza fittamente.

Inoltre la coltivazione si presenta disordinata, e l’accesso tra le piante è reso difficile per tutte le operazioni necessarie, sia per estirpare le erbe spontanee, che per cimare le piante; così pure sarà difficile operare la raccolta senza danneggiare le piante troppo fitte, che finiranno per intrecciarsi tra loro.

 
 
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Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati, ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere sufficiente.
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 In pratica si possono tendere lungo i filari dei fili di rafia colorata che siano visibili e svolgano la funzione di piccoli recinti.

Si procede così: collocare dei paletti ben infissi nel terreno, alla distanza di circa un metro e mezzo l’uno dall’altro. Tendere poi un filo di rafia (quella venduta in rotoli) tra un paletto e l’altro scendendo lungo un lato del filare, poi risalire dall’altro lato facendo in modo che le piante restino racchiuse tra i due tracciati di rafia. Questa operazione va ripetuta anche tre volte, a mano a mano che le piante si sviluppano in altezza.

Ora l’accesso tra i filari è più agevole,si può procedere ad estirpare le erbe selvatiche, se necessario.

 
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