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giovedì 6 marzo 2014

Rivitalizzare la bieta al termine del periodo invernale

Rivitalizzare la bieta al termine del periodo invernale

L’ultima bieta seminata in settembre-ottobre è sopravvissuta all’inverno ma è piuttosto malconcia e trascurata.  E’ possibile riportarla alla sua natura di ortaggio generoso e produttivo

L’inverno appena trascorso con le sue temperature spesso bassissime ci ha costretti ad abbandonare un poco le cure dell’orto. In questa situazione la nostra bieta, sottoposta alle intemperie e sommersa da erbe spontanee, ha cessato lo sviluppo ed è rimasta, un po’ stentata, in attesa di cure.

Dopo essere stata trascurata l'inverno, la bieta si presenta piuttosto malconcia e sommersa dalle erbe spontanee
 

Anche se ha sofferto difficilmente è morta, ed ora è pronta a riprendere forza e a dare ancora raccolti abbondanti. Non dimentichiamo, infatti, che la bieta è un ortaggio biennale quindi possiamo ancora ricavarne molto prodotto prima che, alla fine della primavera, vada a seme.

Occorre anzitutto ripulirla dalle erbe e dalle foglie ingiallite o danneggiate
 
 


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L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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Sia che si trovi in vaso, sia in terra, è necessario anzitutto eliminare tutte le erbe spontanee che la soffocano; fatto ciò, si elimineranno anche le foglie danneggiate o ingiallite, lasciando solo, se necessario, il ciuffi centrale.  Smuovete un poco la terra con un attrezzo a punta, concimate con un pizzico di concime azotato, e poi innaffiate. Va bene il granulare generico da orto, ma può essere molto indicato anche il sangue di bue che garantisce una rapidissima ripresa. Dopo una sola settimana vedrete come la vostra bieta recupererà uno splendido verde intenso e comincerà a crescere  come nei suoi tempi migliori.

Con una buona concimazione azotata la bieta torna rapidamente al suo splendore e si appresta a fornire una nuova produzione
 
 
 
 
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lunedì 3 febbraio 2014

Consociazione degli ortaggi, l’uovo di Colombo per chi ha poco spazio

Consociazione degli ortaggi, l’uovo di Colombo per chi ha poco spazio

La consociazione è una tecnica avente principalmente due obiettivi. Il primo consiste nello sfruttare le naturali simpatie delle piante, per cui la vicinanza di una specie ad un’altra può migliorare la produttività o il grado di resistenza alle malattie o ai parassiti. Il secondo è l’ottimizzazione degli spazi cioè la possibilità di coltivare quanti più ortaggi nel minor spazio possibile

La consociazione, come dice la parola stessa, consiste nel coltivare più di una pianta nel  medesimo spazio.  Nel caso degli ortaggi, questi si possono consociare tenendo conto di diversi aspetti che riguardano prevalentemente l’epoca di vegetazione e le dimensioni raggiunte al massimo sviluppo. Per esempio si possono consociare i peperoni , nei primi 40-50 giorni successivi al trapianto, con la lattuga. Infatti, in quei giorni il peperone è ancora troppo piccolo per sovrastare la lattuga; quando comincerà ad occupare tutto il suo spazio, sarà già ora di raccogliere la lattuga.

Consociazione di lattuga Barba di frate e peperone.
 
 


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Una guida validissima e completa per chi desidera iniziare la coltivazione di un orto sul balcone o sul terrazzo, anche in uno spazio piccolissimo. Il libro contiene anche diversi progetti di orti da 2 a 40 metri quadrati, completi di piantina e piano produttivo. Naturalmente, oltre alle informazioni necessarie all'impianto dell'orto, il libro contiene anche le SCHEDE DI COLTIVAZIONE per tutti gli ortaggi coltivabili sui balconi.

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Un altro metodo di consociazione consiste nel trapiantare alcuni ortaggi nello stesso spazio di piante che stanno completando il loro ciclo produttivo, ma non l’hanno ancora completato: diciamo, un mese prima che queste piante vengano estirpate. La pianta al termine del ciclo deve essere una di quelle che richiedono concimazione abbondante, mentre le nuove dovrebbero essere di quelle che non richiedono concimazione in quanto sfruttano preferibilmente quella della coltura precedente. Questo evita di dover rimuovere il terreno del vaso per rifare una concimazione profonda.

La zucca chge è rampicante colonizza la parte alta dell'area. In basso due finocchi cominceranno a sovrastare l'insalata quando questa sarà già pronta per essere raccolta.
 

La vecchia pianta potrà essere stretta un po’ da parte con l’aiuto di tutori e legature per lasciare una zona di luce nel vaso. In questa zona si trapianterà la nuova piantina. Al momento di eliminare la pianta vecchia questa non va estirpata per evitare che porti con sé anche la nuova, ma si taglierà il fusto appena sotto il livello del terreno. Le radici che restano sotto non daranno fastidio alla nuova pianta. Quanto a questa, non è necessario che sia collocata al centro del vaso: le sue radici comunque colonizzeranno tanto gli spazi vicini quanto quelli lontani.

Zucca rampicante e cipolla.
 
 
In proposito, ecco una tabella con le esigenze nutritive di alcune piante

ESIGENZE NUTRITIVE IN FUNZIONE DELLA CONSOCIAZIONE DI FINE CICLO.

Ortaggi che richiedono concimazioni abbondanti, il cui effetto perdura anche per la coltura successiva

Anguria, bieta, cardo, cavolo, cetriolo, fava, melanzana, melone, peperone, pomodoro, zucca, zucchino.

Ortaggi dalle esigenze nutritive limitate o da rinnovo o che non gradiscono concimazioni fresche.

Aglio, basilico, barbabietola, carota, cicoria, cima di rapa, cipolla, fagiolo, finocchio, indivia, lattuga, pisello, porro, prezzemolo, rapa, ravanello, rucola, sedano, spinacio, valeriana.

 
Peperone, insalata e cipolla
 

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Per quanto detto all’inizio sul tema delle “simpatie” e “antipatie”, e tenendo conto della pratica sviluppata nel tempo dai coltivatori di ortaggi, presento qui sotto un elenco delle consociazioni tipicamente riconosciute come consigliabili o sconsigliabili, cioè quelle per le quali sono stati generalmente riconosciuti effetti positivi o negativi. Dove non viene fornita nessuna indicazione, ognuno può diventare sperimentatore nel suo orto.

CONSOCIAZIONI DI ORTAGGI

Ortaggio

Consigliate

Sconsigliate

Aglio (spicchi)

 

Fagiolo pisello

Anguria

 

Tutte

Barbabietola

Cipolla lattuga ravanello

 

Basilico

Pomodori

 

Bieta

Cipolla

 

Carota

 

Sedano

Cavolo

 

Patata ravanello

Cetriolo e cetriolino

 

Pomodoro ravanello

Cicoria

 

Tutte

Cima di rapa

 

Tutte

Cipolla

Lattuga

 

Fagiolo nano

Mais

Finocchio

Fagiolo rampicante

Mais

 

Fava

 

Tutte

Finocchio

Cavolo cipolla lattuga indivia spinacio

Pomodoro

Indivia

Come la lattuga

 

Lattuga

Carciofo carota cipolla pomodoro ravanello sedano

Prezzemolo

Lattuga da taglio

 

Tutte

Melanzana

Cipolla lattuga

 

Melone

 

Tutte

Patata

Carota fava prezzemolo spinacio

Cavolo pisello sedano

Peperone

Cipolla lattuga

 

Pisello

 

Tutte

Pomodoro

 

Finocchio

Porro

Fagiolino finocchio lattuga

Pisello

Prezzemolo

 

Lattuga

Rapa

Carota cipolla lattuga spinacio

 

Ravanello

Carota cipolla lattuga spinacio

Cetriolo

Rucola

 

 

Sedano

Cavolo lattuga melanzana peperone pomodoro porro

Carota patata

Spinacio

Carciofo cavolo cipolla fagiolo pisello

Tutte

Zucca

 

Tutte

Zucchina

 

Tutte

 
Una melanzana e due cipolle consociate nello stesso vaso da 25 cm
 
 
 
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