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lunedì 31 marzo 2014

Coltivare la borragine

Coltivare la borragine

La borragine ha diverse proprietà terapeutiche: contiene in abbondanza vitamina C, potassio e nitrati. Come tonico per il sistema nervoso la borragine è ottima se preparata come infuso. I fiori di borragine sono elementi decorativi eccezionali: possono essere congelati nei cubetti di ghiaccio per rallegrare le bibite estive.

La borragine dai delicatissimi fiori azzurri cresce generalmente spontanea, ma può essere anche coltivata; possiamo collocarla nel nostro orto dei semplici, cioè nella zona riservata alle aromatiche e officinali, anche in un vaso, dove certamente non  sfigurerà ma darà un tono di eleganza e colore al gruppo di aromatiche che talvolta, nel suo complesso, è abbastanza monotono. (Fa il paio con la borragine la lavanda, con i suoi fiori dell’omonimo colore).

Fiori di borragine dai delicati colori: vengono usati per guarnire torte, infatti nel passaggio in forno non perdono il colore

 

La borragine ha un sapore che ricorda molto quello del cetriolo, per cui le foglie si usano nelle insalate. Con i fiori si possono decorare le torte, dal momento che conservano il loro colore anche dopo essere state cotte al forno.  Alcuni usano congelare i fiori di borragine all’interno di cubetti di ghiaccio, per decorare le bevande estive.

 
 
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Quando ci accingiamo coltivare un orto abbiamo in mente alcuni ortaggi principali, quelli solitamente più presenti sulla nostra tavola, e ignoriamo che la gamma di varietà è veramente vasta. Molti credono che l’orto rappresenti una attività da iniziare in primavera terminare alla fine dell’estate: invece, ci sono moltissimi ortaggi che possono esser coltivati anche l’inverno, semmai con dei piccoli accorgimenti per preservarli dal gelo. Molti altri rimangono stupiti quando affermo che ci sono almeno un centinaio di ortaggi diversi, considerando solo le varietà principali. Questo libricino, per le sue dimensioni e le sue finalità, non vuole essere esaustivo ma vuole offrire una prima base di valutazione e conoscenza.
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La borragine cresce spontanea e fiorisce da fine aprile a luglio. Può anche essere coltivata, si trovano in commercio i semi 

 

Nella tradizione, la borragine veniva considerata un antidoto alla malinconia, per cui veniva anche definita “erba della allegrezza”.Il nome potrebbe avere varie derivazioni. Alcuni sostengono che derivi dal celtico “borrak” che significa coraggio: infatti veniva aggiunta al vino  per dare coraggio ai guerrieri. Altri sostengono che il nome derivi dal latino “borra”, cioè lana ruvida, con riferimento alla peluria che copre abbondantemente la pianta.

 
 
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Giovani piantine di borragine coltivate in vaso. Le foglie hanno sapore di cetriolo e vanno consumate preferibilmente cotte.
 

L’uso massiccio di foglie e fiori crudi, recentemente, viene sconsigliato da alcuni, in quanto conterrebbero sostanze nocive. Nella pratica tuttavia i fiori sono sempre stati  usati per guarnire le insalate, in quantità davvero esigua.Nelle cucine tradizionali regionali le foglie vengono usate cotte per ravioli, frittate, minestroni; si friggono anche nella pastella come i fiori di zucca e le foglie di salvia.
 

Borragine nata ai piedi di un rosaio rampicante
 

La borragine è una pianta spontanea che si trova abbondantemente in natura, ma può essere coltivata senza difficoltà, semplicemente spargendo i semi su un'aiuola o sulla terra di un vaso e ricoprendoli con 3-4 mm di terra  fine. Innaffiate e.. aspettate circa una settimana.
 
 
 
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venerdì 28 febbraio 2014

Come fare per rinvasare le erbe aromatiche

Come fare per rinvasare le erbe aromatiche

Se la pianta è perenne, quindi deve rimanere alcuni anni nel vostro orto, allora è probabile che dopo un paio di anni dovrete eseguire un nuovo rinvaso. I rinvasi non danno assolutamente fastidio alle piante, anzi le rinvigoriscono

In genere le erbe aromatiche, specialmente le perenni come rosmarino, salvia ed altre, si acquistano già sviluppate in piccoli vasi preparati dai vivai. Il prezzo di una piantina proveniente da vivaio è inferiore a quello di una bustina di semi che, se pure acquistata, andrebbe per la maggior parte sprecata a meno che ci interessi produrre cinquecento piantine di rosmarino. Dunque l’acquisto di una piantina già formata è conveniente anche dal punto di vista economico.

Spesso però queste piantine sono già abbastanza cresciute rispetto al vaso ospitante, e comunque si tratta di vasi da vivaio, quindi piuttosto bruttini. Ciascuno di noi perciò, appena acquistata una piantina, si pone il problema di spostarla in un vaso più idoneo. In questo post fornisco alcune informazioni utili alla effettuazione di questa operazione.

Le aromatiche vengono fornite già abbastanza cresciute, in vasi da vivaio
 

QUANDO RINVASARE

Poiché la piantina verrà tolta dal vaso originale con tutto il suo pane di terra e spostata nel nuovo vaso senza danneggiare minimamente l’apparato radicale, il rinvaso o trapianto si può eseguire in qualsiasi momento, da gennaio a dicembre, senza nessun problema. Non abbiate assolutamente timore nello spostare la piantina da un vaso all’altro quando volete. Vale la pena ricordare che quando comprate la piantina, se è una perenne, questa potrebbe restare ancora qualche mese  nel suo vaso originale, senza problemi.  Se invece è una annuale (menta, origano, ecc.) allora vi conviene rinvasare entro un paio di settimane al massimo.

 

QUALE VASO USARE

Il vaso deve essere tale da lasciare due o tre centimetri tra la zolla di terra e le pareti del nuovo vaso, quindi deve avere un diametro cinque o sei centimetri più largo del precedente. Non usare vasi esageratamente più grandi.

 


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L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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COME FARE

Preparate del terriccio da giardino oppure del compost, miscelato al 50% con terra normale. (fig. a sinistra) Preparate anche un vaso che, se è già stato usato, va lavato con candeggina per eliminare eventuali infezioni di parassiti o funghi presenti sulle incrostazioni delle pareti.

Disponete sul fondo del vaso un centimetro di ghiaietto o brecciolino o cocci piccoli di vasi rotti o altro materiale atto a lasciar filtrare l’acqua di irrigazione eventualmente in eccesso. (fig. a destra) 

Sollevate il vaso con la piantina da rinvasare afferrando la base della piantina stessa con la mano sinistra: tenendolo alto 30 cm sul piano assestate con il taglio della mano destra o con un attrezzo qualsiasi un colpetto leggero ma deciso al bordo del vaso. Vaso e pianta si separeranno senza problemi e vi resterà in mano la piantina da rinvasare priva del vaso. (figure in basso)

Riempite di terriccio il fondo del vaso, fino ad una altezza utile ad appoggiare il pane di terra della piantina, facendo attenzione che la sommità del pane di terra non resti troppo profonda o troppo alta rispetto al bordo del vaso. Nella figura si vede come è possibile visualizzare chiaramente il piano di sommità del vaso. Basta disporre qualsiasi oggetto tra due punti della sommità del vaso per verificare che la sommità del pane di terra della piantina rimanga un paio di centimetri sotto. 
 
 


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Riempite di terriccio il vaso, rincalzando la terra tutto intorno e pressando bene, fino alla sommità del pane di terra. La piantina dovrà restare ben centrata, ed il livello di terra della piantina (cioè il colletto della piantina) dovrà rimanere un paio di centimetri sotto il bordo del vaso, per consentire le innaffiature.

Innaffiate subito abbondantemente, e aspettate cinque minuti. Se, come è probabile, la terra che avete aggiunto attorno alla piantina si abbassa, aggiungetene altra per ricreare il piano.

Il livello del piano di terra della piantina deve rimanere un paio di centimetri sotto il livello del bordo del vaso. Il vaso utilizzato nella figura è un poco troppo grande rispetto alla necessità, è stato usato per l’esigenza di mostrare chiaramente nella foto il metodo misurazione dei livelli.
 

Se la pianta è perenne, quindi deve rimanere alcuni anni nel vostro orto, allora è probabile che dopo un paio di anni dovrete eseguire un nuovo rinvaso. I rinvasi non danno assolutamente fastidio alle piante, anzi le rinvigoriscono.