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venerdì 21 marzo 2014

Newsletter 118. Coltivare i fagiolini. Perché le zucchine marciscono? Asparagi, spinaci

Newsletter 118. Coltivare i fagiolini. Perché le zucchine marciscono? Asparagi, spinaci
 

NEWSLETTER 118
del 13 marzo 2014

 

Semine con la luna di marzo. Coltivare i fagiolini. Perché le zucchine marciscono? Impollinazione manuale delle zucchine. Asparagi. Spinaci. Il tessuto non tessuto

 
La coltivazione dei fagiolini nani o rampicanti  nell’orto

L'ambiente e ll suolo degli orti italiani sono adattissimi alla coltivazione del fagiolino, anche se particolari condizioni legate ai climi meno caldi restringono molto la finestra temporale utile. In generale però, da aprile ad agosto e anche oltre si può procedere alla semina di questo gustoso ortaggio.

 
Perché le zucchine marciscono da piccole. Come fare l’impollinazione manuale

Da qualche anno molti coltivatori di orti familiari sono perseguitati da una specie di “Peste delle zucchine”. Nonostante le piante siano rigogliose, i frutti sono veramente pochi e molti zucchini, appena sono lunghi 5-6 centimetri, marciscono. Ecco alcuni rimedi, compresa l’impollinazione manuale.

 
Coltivare gli asparagi partendo dalle zampe o dal seme

L’asparago si può coltivare partendo dal seme o dalle zampe, cioè da radici già formate di uno o più anni. La tecnica di coltivazione dell’asparago è particolare, ma una asparagiaia ben formata può continuare a produrre anche per vent’anni. In questo articolo esaminiamo la coltivazione dal seme o dalle zampe

 
 
 

Calendario lunare Marzo 2014 per le semine nell’orto

Il mese di marzo 2014 inizia in luna NUOVA sabato 1. Da questa data in poi, quasi fino alla successiva luna PIENA (domenica 16)  si potranno effettuare le semine e i trapianti che vanno fatti in luna crescente. Dal 17  si entra in luna calante, fino al giorno 29.

 

Il pomodoro a frutto lungo, comunemente detto San Marzano

Le varietà di pomodoro a frutto lungo sono quelle spesso identificate con il nome San Marzano, che è la varietà tipica del gruppo. Naturalmente le varietà sono moltissime. Le caratterizza la dimensione più lunga che larga e la destinazione prevalente alle conserve.

 

 
Conoscere e usare il Tessuto non tessuto

 

 

L’inverno è un periodo poco favorevole per l’orto, tanto che molti preferiscono sospendere le coltivazioni da novembre a marzo, fatta eccezione per pochissimi ortaggi. Eppure le tecnica moderna fornisce mezzi di protezione molti efficienti, che rendono possibile aumentare di molto le varietà coltivate. Uno dei mezzi che si sta diffondendo sempre più è il Tessuto non tessuto.

 
 
L'ALFABETO DELL'ORTO
75 PAROLE PER 300 SOLUZIONI

140 Pagine. Formato 17x24 cm. Illustrato
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Dopo aver letto questo libro riuscirete a comprendere il significato di frasi sibilline come “Ho messo i tutori 
ai pomodori ”  oppure  “Devo pacciamare le fragole” o anche “Devo dare azoto alla lattuga”. Assieme al significato di tante espressioni gergali, legate allo svolgimento di specifiche operazioni, apprenderete anche come queste si fanno, e perché si fanno. In poco tempo uscirete dal novero dei principianti per diventare dei veri professionisti dell’orto.

PER SAPERNE DI PIU'

 
 
 
Gli spinaci, come coltivarli nell’orto

Lo spinacio, come la barbabietola, appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee. E’ una pianta annuale a rapido sviluppo: vi sono piante con soli fiori maschili e altre con soli fiori femminili, cioè lo spinacio è una pianta dioica (a sessi separati). Dello spinacio si utilizzano le foglie

 
 

LUNA CRESCENTE di marzo, sLotta alla Cimice e alla Plusia. Cosa mettere nella compostiera. I trapianti. 

Newsletter 117 di Coltivare l’orto. LUNA CRESCENTE di marzo, semine. Pomodori, varietà lunghe tipo San Marzano. Lotta alla Cimice e alla Plusia. Cosa mettere nella compostiera. I trapianti.

 
 
 
Coltivare i peperoncini piccanti

Dagli innocui Bell e Poblano  agli infernali Fatali, Habanero , Bhut Jolokia e Trinidad Scorpion Moruga

Coltivare l’orto Editrice 2013  72  pagine. Formato 17x24.
Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati, ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere sufficiente.
PER SAPERNE DI PIU'
 

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I POST PIU' GETTONATI

Il marciume apicale dei pomodori, una avversità poco comprensibile

Tra i problemi più frequenti della coltivazione dei pomodori, quello del marciume apicale è certamente un o dei meno comprensibili.  Si da per certo che le cause non siano parassitarie né crittogamiche (batteri, funghi o virus). Ma allora, da che dipende? 

Peperoncino Habanero 

Conosci l’albero del peperoncino? Ecco come farne crescere uno
I peperoncini provengono nella maggior parte da zone tropicali, dove possono raggiungere l’altezza di diversi metri e crescere nelle dimensioni di veri e propri alberi. Come riprodurre questa crescita anche nei nostri orti
 

Coltivare il pomodoro nero Il pomodoro nero si diffonde sempre più negli orti
Il Pomodoro nero rientra sicuramente tra le ultime novità orticole di maggior successo. Oltre al classico Nero di Crimea, ne esistono altre varietà che ricordo in questo articolo 
 
Attirare le coccinelle nell'orto

Le coccinelle, grandi predatrici di parassiti.  Come attirarle nel nostro orto  
Nella lotta biologica ai parassiti dell’orto una funzione importante la svolgono gli insetti entomofagi. cioè quelli che si nutrono di altri insetti.

Lotta biologica alle lumache che infestano l'orto

Combattere le lumache nell’orto con metodi biologici

Con il nome di lumache si intendono genericamente quegli animali della famiglia dei gasteropodi che attaccano gli ortaggi. Possono essere con il guscio (chiocciole) o senza guscio (limacce).

La Stevia rebaudiana, una perenne che farà molto parlare di  sé
La Stevia rebaudiana è una piantina abbastanza insignificante se consideriamo solo il suo aspetto esteriore, ma negli ultimi anni ha suscitato grande attenzione nel settore delle coltivazioni agricole. Infatti, ha un potere dolcificante molto elevato e assolutamente biologico.

Gli stridoli o carletti, bubbolini, coietti, cannateddi, foje, scupitin, grisolon
La Silene vulgaris, pianta spontanea comunissima in Italia, conosciuta con molti nomi diversi (stridoli, cannateddi, bubbolini, ecc.) possiede da sempre una vasta tradizione alimentare emerita certamente un posticino nel nostro orto.
 

 


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Buon orto a tutti
 
 
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martedì 21 gennaio 2014

Quali ortaggi coltivare sul balcone d’inverno?

Quali ortaggi coltivare sul balcone d’inverno?
Ortaggi sul balcone durante l’inverno










 
Chi dispone di un balcone può continuare anche d’inverno alcune produzioni, considerando che il balcone, comunque, è molto più protetto del campo aperto. Ovviamente anche sul balcone possono verificarsi condizioni di temperatura non sopportabili neppure dalle piante più resistenti: in  questi casi, specialmente se si tratta di freddi occasionali (una o due notti) sono sufficienti protezioni attuabili senza grandi difficoltà

 

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Ho già ricordato in alcuni post precedenti quali sono le piante più resistenti al freddo; ricordo qui la lattuga (strettamente di stagione), il prezzemolo, i cavoli specialmente da foglia, la rucola, le aromatiche perenni.  Vale la pena ricordare alcune precauzioni preventive e alcuni accorgimenti pratici da mettere in atto nelle nottate che si prevedono più fredde. (Si riconoscono con una certa esperienza, in genere sono quelle molto stellate con il cielo terso e limpido).

Sposate i vostri vasi nelle zone più illuminate del balcone
 

- Se il terrazzo non è completamente illuminato, come può accadere specialmente nei mesi invernali quando il sole transita piuttosto basso nel cielo, spostate i vasi nelle zone più luminose dove possono godere della massima quantità di sole.

- Innaffiate pochissimo: limitate l’irrigazione al minimo indispensabile ma non sospendetela completamente perché comunque il freddo causa disidratazione.

- Sospendete o limitate al minimo anche le concimazioni, e comunque sospendetele un mese prima di raccogliere in modo che la pianta abbia il tempo di smaltire i nitrati.

- Fate una scorta di teli di tessuto non tessuto, quanti ne potrebbero servire per coprire le piante.

Il tessuto non tessuto si può stendere direttamente sulle piante
 

Il tessuto non tessuto è molto leggero e può essere steso sulle piante senza timore che le schiacci. Piuttosto, se c’è pericolo di vento, bloccatene i bordi con qualcosa di pesante. Sotto il telo filtrano a sufficienza sia aria che luce, quindi le piante saranno in buone condizioni.

In caso di piante alte usate il tessuto non tessuto per incamiciarle, legandole con dello spago senza stringere.

Tenete presente che il materiale scuro assorbe il calore molto più di quello chiaro: potete coprire la terra attorno alle basi delle piante con del telo plastico nero, questo manterrà il terreno caldo e umido a sufficienza.

Il tessuto non tessuto (TNT) si acquista presso i garden center e può essere usato in diversi modi. Lascia passare aria e luce ma protegge dal freddo
 

Fate aderire bene il telo alla base del fusto, perché è proprio la brina che si forma sul terreno a far congelare la corteccia, uccidendo la pianta. In questo senso qualsiasi pacciamatura in gradi di proteggere le basi delle piante (specialmente dei rampicanti) è veramente salutare. Potete usare cortecce d’albero, carta di giornale o cartone, paglia, e qualsiasi altro materiale.

Il nero attrae il calore solare, il chiaro lo respinge. Rendete quanto più nera ogni parte del vostro orto. Poitete coprire la terra dei vasi con del telo plastico nero
 

Le piantine piccole possono essere protette con delle bottiglie di plastica tagliate a metà e appoggiate sulle piantine stesse. Per la sola protezione notturna si possono usare anche vasi di coccio o altri contenitori appoggiati sulle piante. Nel caso dei vasi coprite anche il buco inferiore di sgrondo dell’acqua.

Le piccole piante possono essere riparate efficacemente coprendole con una mezza bottiglia di plastica
 
 
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domenica 29 dicembre 2013

Consigli pratici per l’orto d’inveno

Consigli pratici per l’orto d’inveno

E’opinione comune che il periodo migliore per coltivare un orto siano i mesi tra la primavera e l’estate, e che d’inverno si debba lasciare l’orto a riposo. Questo perché il freddo invernale ostacola le coltivazioni. Tuttavia il clima sfavorevole è controbilanciato da molti altri fattori: l’assenza quasi totale dei voraci parassiti e un attacco più modesto delle erbe infestanti, come le minori cure da riservare agli ortaggi invernali compresa la scarsa necessità di irrigazione. In definitiva. gli ortaggi invernali sono più robusti e più facili da coltivare rispetto quelli estivi

Naturalmente l’estate offre una gamma più vasta di ortaggi coltivabili, ma anche quelli invernali non sono pochi né secondari dal punto di vista nutrizionale della resa. Mentre d’estate basta la distrazione di un paio di giorni in cui non si irrigano i fagiolini per perdere la coltivazione, o per ritrovarsi con le melanzane ridotte a un filare di scheletri erosi dalla dorifera, il grande spauracchio dell’inverno è il freddo. 
Tuttavia, se dovessi dare un consiglio a chi deve cominciare, gli direi di farlo l’autunno seminando fave, piselli, cavoli, lattughe invernali e dotandosi del minimo indispensabile per proteggere le colture dal freddo: teli di tessuto non tessuto, o anche archetti metallici e telo PVC per allestire dei piccoli tunnel.

le fragole resistono ottimamente al freddo
 
Comunque dipende dalla zona. Se vivete in Alto Adige non vi conviene seminare assolutamente nulla senza disporre di una serra. Nelle zone simili alla Val Padana potete rischiare. Nelle coste e sulle isole, invece, rischiate pure e tenete a bada il termometro nelle nottate particolarmente limpide e stellate: sono quelle in cui il termometro potrebbe scendere sotto zero, e potreste avere bisogno di stendere qualche telo di tessuto non tessuto sulle coltivazioni. Ho pensato di raccogliere alcuni consigli utili per tutti, in questo piccolo vademecum dell’orto invernale
I cavoli in genere resistono al freddo. Più di tutti il Cavolo nero, o Cavolo toscano
 

1 – Considerate le temperature tipiche degli ortaggi

E’ inutile sfidare la natura cercando di coltivare a febbraio ortaggi che richiedono il sole di giugno.  Per ogni  ortaggio esistono due temperature che bisogna tenere d’occhio, La prima è la temperaturaminima di germinazione. Stabilito in 25-30 °C  quella della melanzana, non provate a seminarla quando la temperatura è di 10 gradi perché non nascerebbe affatto. La seconda temperatura è quella detta media di crescita: al di fuori di quell’intervallo la pianta arresta la crescita, quando è più bassa ma anche quando è più alta. Ogni mese pubblico su questo blog una tabella con le semine, e per ogni ortaggio indico queste temperature. La tabella delle semine di novembre la potete vedere qui: 

http://coltivarelorto.myblog.it/archive/2012/10/20/novembre-nell-orto-tabella-delle-semine-e-tecniche-di-protez.html

Anche le fave sono un tipico ortaggio invernale
 

Ecco una tabella con l’indicazione degli ortaggi MOLTO restenti al freddo, e di quelli ABBASTANZA resistenti. I primi possono affrontare temperature fino a -5 °C e anche più, ma non continuativamente. I secondi possono affrontare una nottata a zero gradi fino a -2, con una protezione superficiale, ma non troppe nottate consecutive.

ORTAGGI RESISTENTI AL FREDDO

Ortaggi MOLTO resistenti al freddo

Ortaggi ABBASTANZA resistenti al freddo

Aglio

Barbabietola

Asparago

Bieta a coste o erbette

Cardo

Carciofo

Cavolo di Bruxelles, Cavolo Cappuccio, Cavolo Verza o di Milano, Cavolo nero o Cavolo penna o Cavolo Toscano

 

Carota

Fava

Cavolfiore

Fragola

Cavolo broccolo

Pisello

Cicoria

Porro

Cima di rapa

Radicchio

Cipolla

Rapa

Finocchio

Spinacio

Indivia

 

Lattuga

 

Ravanello

 

Rucola

 

Sedano

 

Valeriana

 
 
I tunnel plastici sono facili da costruire e assicurano un buon livello di protezione
 

3 – Coltivare varietà precoci

In autunno seminate varietà precoci che sfrutteranno di più il sole  ele temperature che vanno sempre diminuendo, e potranno essere pronte prima che gennaio e febbraio arrivino con la pienezza del freddo 
Le prode rialzate e la pacciamatura sono tra le prime precauzioni da prendere nella coltivazione invernale dell’orto

 

4 – Adottate tutte le protezioni possibili

Ecco un piccolo riassunto delle protezioni possibili, da mettere in opera ove non si disponga di una serra, o nel caso che questa sia piccola.
 

TECNICHE DI PROTEZIONE DAL FREDDO  IN UN PICCOLO ORTO

1

Pacciamatura.

La pacciamatura con telo nero ha lo scopo di catturare e mantenere il calore del terreno. Oltre ciò, diminuisce l’aggressione delle erbe spontanee. Una pacciamatura meno efficace ma utile per alberi e piante perenni si può ottenere accostando alla base delle piante foglie secche, trucioli, cartone, carta di giornale o altro materiale.

2

Tunnel di materia plastica

Si realizzano con archetti di filo di ferro abbastanza robusti (diametro minimo 3 mm) infissi nel terreno e ricoperti da telo plastico.

Il telo più usato è quello in polietilene, che però degrada rapidamente, Un telo più resistente è il PVC (cloruro di polivinile) che limita la condensa. Infine esiste il telo EVA, cioè Etile Vinile Acetato che costa più caro ma può durare ed essere riutilizzato per diversi anni.

Lo spessore ideale del telo di copertura è di 0,20 mm al nord e nella zona appenninica, 0,10-0,15 nrl resto della penisola.

3

Coperta di TNT (tessuto non tessuto). Rappresenta un rimedio provvisorio ma abbastanza efficace.

4

Barriere antivento

Vanno costruite ai bordi delle coltivazioni, mantenendole basse per non togliere luce solare.

 

5 – Coltivare su prode rialzate

La coltivazione su prode rialzate consente evitare il formarsi di pozze di acqua attorno alle basi delle piante. Questa precauzione è tanto più utile, quanto più il terreno è argilloso. Per ottenere le prode rialzate togliete terra a destra e sinistra, negli spazi che usate per camminare, e spandetela sullo spazio riservato alla semina. Sarebbe utile che l’orto fosse in leggerissima pendenza per consentire il deflusso dell’acqua. Nel caso sarà possibile dare la pendenza ai soli sentieri, in modo che l’acqua finisca oltre i confini (senza mandarla a invadere un eventuale orto confinante, naturalmente)
Zone climatiche della penisola
 
 
 
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