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martedì 4 febbraio 2014

Come fare una treccia di aglio o di cipolla

Come fare una treccia di aglio o di cipolla

Gli steli di aglio e cipolla ingialliscono e si piegano naturalmente quando la pianta è pronta alla raccolta: a quel punto non è necessario attendere ancora. I bulbi possono essere estratti dal terreno per essere conservati in un luogo asciutto

Cipolla e aglio si estraggono dal terreno aiutandosi con le mani, o al massimo con una forca infilando i denti abbastanza lontani da non correre il rischio di bucare i bulbi. E’ preferibile fare la raccolta con il tempo asciutto, lasciando i bulbi qualche giorno sul terreno o comunque ben allargati all’aperto in modo che si asciughino; sarà anche utile rivoltarli almeno una volta al giorno. Questa asciugatura dovrà anche consentire il distacco di tutti i residui di terra, eventualmente scuoterli.

La cipolla e l'aglio appena raccolti devono restare qualche giorno sulla terra o su un supporto al riparo per asciugare,. Al termine scuoterli o strofinarli con la mano per eliminare residui di terra e seccumi
 
 
 


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Dopo questo periodo di asciugatura si ripuliscono eliminando i bulbi danneggiati e le parti non sane. Come consigliato dalla tradizione i bulbi si possono conservare per tutto l’inverno appesi in un luogo asciutto. Per comporre la treccia si può procedere come descritto qui sotto.

Appendere a un punto alto una corda o uno spago robusto lungo circa un metro e mezzo. Intrecciate sommariamente tra loro gli steli di 4 o 5 bulbi, e legateli al capo pendente della corda in modo che con il loro stesso peso la tengano ben tesa.

Prendete uno per volta gli altri bulbi, e arrotolate lo stelo due volte attorno allo spago facendo passare il capo sotto il giro, come a fare mezzo nodo. Stringete bene lasciando uno spazio tra la legatura e il bulbo, in modo che questo si collochi a circa 5 cm dalla corda, in modo da lasciare spazio anche per gli altri bulbi che aggiungerete.

Distribuite i bulbi circolarmente attorno alla corda in modo equilibrato, facendo sì che la treccia risulti bilanciata. Per prelevare i bulbi da usare in cucina cominciate dall’alto, eventualmente tagliando gli steli. La treccia può essere conservata al freddo e al buio ma non all’umidità o troppo alla luce, altrimenti i bulbi germogliano precocemente.  

 

 
 
 
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martedì 21 gennaio 2014

Seminare e coltivare l’aglio

Seminare e coltivare l’aglio
L’aglio è molto presente nelle zone a clima caldo, ma può essere coltivato anche nelle regioni dal clima meno mite, in quanto presenta una buona rusticità e adattabilità. Negli orti familiari si coltiva dappertutto in Italia, anche se limitatamente alle piche piante necessarie al consumo familiare

Conosciuto fin dalla più remota antichità, l’aglio è una pianta bulbosa formata da tanti bulbilli, detti anche spicchi, da 6 a 10 per ogni bulbo. Ogni spicchio è avvolto da membrane proprie, e tutti sono racchiusi in una membrana di somiglianza cartacea. L’odore è caratteristico e non ha bisogno di descrizioni; Le foglie, lunghe e strette, alla base si appoggiano tra loro formando un fusto cilindrico.

Aglio seminato in contenitore alveolare, pronto al trapianto

L’aglio, al termine del suo ciclo produttivo, produce uno scapo fiorale posto su un fusto molto alto; però, riesce difficilmente a maturare i semi nelle nostre regioni, per cui la riproduzione della pianta avviene mettendo nel terreno gli spicchi. Questa moltiplicazione, detta vegetativa, consente che da una generazione all’altra le caratteristiche della pianta si conservino identiche. Da ciò consegue anche che vi siano poche varietà di aglio: in Italia, praticamente, si coltivano solo aglio bianco, aglio rosa e aglio rosso.

Aglio allevato in campo, nelle prime fasi di crescita

Possiamo raggruppare le poche cultivar di aglio secondo queste differenze:

 

Le cultivar dell’aglio

Caratteristica

Differenziazioni

Ciclo vegetativo

Precoce o tardivo

Colore delle tuniche

Bianche, rosate o rosse

Dimensione del bulbo

Piccolo, grosso

Idoneità alla conservazione

Adatto al consumo fresco o alla conservazione

Principali varietà di aglio bianco

Bianco piacentino, Bianco piemontese, Bianco napoletano

Principali varietà di aglio rosa  o rosso

Rosa napoletano, Rosso di Sulmona


Aglio prossimo alla maturazione


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Preferenze dell’aglio

L’aglio si adatta a diverse condizioni climatiche; sopporto il freddo ma teme le gelate. Preferisce il clima temperato, che sia asciutto nel periodo della raccolta e con un fotoperiodo lungo (almeno 15 ore di luce al giorno). La temperatura migliore per la crescita è compresa tra i 15 e i 20 °C. Al di sotto dei 5 °C non cresce, e con una temperatura diversa da 20-25 °C non  germina.

Il terreno preferito è sciolto, profondo e permeabile, ben drenato in modo che non si creino ristagni d’acqua. il pH preferito è di 6-7.

Aglio bianco comune e rosa comune

Semina dell’aglio

Si piantano gli spicchi, con la punta rivolta verso l’alto, alla distanza di 15 cm uno dall’altro; in alternativa si dispongono gli spicchi  su file distanti 30 cm, alla distanza di 10 cm tra di loro sulla fila.

Per la semina occorre scegliere gli spicchi più grossi, cioè quelli esterni nel bulbo. Molti usano mettere in frigorifero i bulbi una settimana prima, per ottenere uno sviluppo più precoce ed una maturazione anticipata.

La germinazione avviene in 10-15 giorni o anche più, se la temperatura non è compresa tra i 20 e i 25 °C.

Gli spicchi si interrano circa 3 cm, mentre invece, nelle zone a clima più mite, molti usano seminarlo lasciando le punte degli spicchi a livello del terreno.

 

Ecco i periodi di semina e raccolta dell’aglio:

 

SEMINA E RACCOLTA DELL’AGLIO

Semina

Raccolta

Febbraio

Giugno-Luglio

Marzo

Luglio-agosto

Aprile, maggio

Agosto

Ottobre (Aglio bianco)

Giugno-luglio

Novembre (Aglio bianco)

Luglio-agosto

 

In ottobre-novembre si semina l’aglio bianco, mentre in primavera si semina l’aglio rosa o rosso. L’aglio bianco è più adatto alla conservazione, mentre l’aglio rosa o rosso è più adatto ala consumo fresco.

AGLIO ROSSO SELEZIONATO. (catalogo Ingegnoli) Aroma delicato, buona conservazione. Come per tutti gli altri agli suggeriamo di piantare i bulbilli in terra leggera non concimata di recente con letame fresco e ciò per evitare fenomeni di marciscenza che potrebbero svilupparsi sui bulbilli stessi

Cure colturali

Il terreno va preparato con una lavorazione profonda per  renderlo soffice: non si fanno concimazioni a base di letame, per evitare marciume dei bulbi e cattivi odori degli stessi. La piantagione va fatta in un  terreno che era stato concimato in una precedente coltura, in modo che gli effetti del letame siano ancora attivi ma molto più attenuati rispetto a quelli di una concimazione recente.

L’aglio è una pianta poco esigente dal punto di vista della concimazione, ma trae vantaggio dalla distribuzione di fosforo e potassio nella lavorazione del terreno (interrate del concime binario in ragione di 200 grammi per metro quadrato) mentre si può distribuire in superficie del nitrato dopo la piantagione, o quando il bulbo comincia a ingrossare, in ragione di 30 grammi per mq. Non aumentate questa dose perché altrimenti otterrete delle piante ricche di foglie ma con bulbi piccoli.

AGLIO BIANCO - PIACENTINO (catalogo Ingegnoli) E' forse il miglior aglio bianco di grande pezzatura coltivato in Italia, famoso per le sue qualità di sapore e ottima conservabilità. Contiene elevate quantità di allicina e di oli essenziali che lo rendono un ottimo coadiuvante contro molte patologie quali ad esempio l'ipercolesterolemia e contro l' innalzamento della pressione arteriosa


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L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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Altre cure colturali

E’ importante tenere pulite le aiuole eliminando tutte le erbe spontanee, con delle sarchiature periodiche. Verificate sempre se ci sono piante attaccate dalla ruggine ed eliminatele subito, per evitare il contagio anche alle altre. L’aglio ha bisogno di poca acqua, anzi non gradisce affatto l’umidità per cui se possibile l’irrigazione va ridotta al minimo o addirittura evitata. Questo rende problematica la consociazione con altri ortaggi,  che di solito va evitata.

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Raccolta

La raccolta per i bulbi freschi da consumare subito di fa in marzo, preferibilmente in luna crescente, mentre quella per i bulbi da conservare si fa in giugno-luglio, preferibilmente in luna calante.

Il bulbo è maturo quando le foglie cominciano a ingiallire. Molti usano praticare l’annoccatura, cioè la torsione del fusto alla base, una settimana prima della raccolta per ottenere con ciò sia un ingrossamento dei bulbi (le sostanze nutritive non salgono più alle foglie) e per favorire la loro essiccazione.

Per raccogliere l’aglio è possibile afferrare il fusto e tirare per estirpare il bulbo; quando ciò non è possibile, sia perché il fusto è già secco, sia perché il terreno resiste, si smuove la terra con un forcone infilandolo nel terreno ad una distanza prudenziale per evitare il danneggiamento dei bulbi.

Agli particolari

Aglio orsino (allium ursinum) . (Catalogio Baumaux)  

Perenne,fiori bianchi, le foglie crude si usano perle insalate miste e per il condimento del pesce

Ultime informazioni

La produzione di aglio è mediamente di un chilo per metro quadrato. A temperatura ambiente, l’aglio appeso in un luogo asciutto si conserva per 6-8 mesi. Nonostante tutte le aziende sementiere vendano spicchi di aglio d riproduzione, è possibile utilizzare anche l’aglio comunemente acquistato al mercato. Preferite però quello prodotto localmente (non confezionato industrialmente) perché questo ultimo talvolta viene sottoposto a procedure che ne ritardano o impediscono la germinazione.

Agli particolari. L'aglio canadese (allium tricoccum) cresce nel sottobosco. Va seminato in una zona ombreggiata, simulando le condizioni del sottobosco: ricoprite i semi con del fogliame.
 


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lunedì 20 gennaio 2014

La lotta agli afidi contrasta le infezioni virali

La lotta agli afidi contrasta le infezioni virali

E se fosse proprio un virus? Come è noto, non esistono rimedi:e una volta che il virus dannoso si è installato nelle fibre dei nostri ortaggi, non c’è più modo di impedire che la pianta cessi di produrre e muoia. Tuttavia, è possibile operare a monte, tenendolo lontano dalle piante. Il metodo c’è.

Sono noti diversi tipi di virus che aggrediscono le zucchine. In Italia le virosi più diffuse sono il  CMV (Cucumber Mosaic Virus  - Virus del Mosaico del Cetriolo), il WMV (Watermelon   Mosaic Virus - Virus del Mosaico dell’Anguria)   e  lo ZYMV (Zucchini Yellow Mosaic Virus - Virus del Mosaico   Giallo dello Zucchino), senza dimenticare l’ultimo aggiunto cioè il   il MWMV (Moroccan Watermelon   Mosaic Virus).

Tutti questi virus hanno in comune la proprietà di essere diffusi dagli insetti che frequentano le nostre piante, in particolare dagli afidi. In alcune colture industriali biologiche, specialmente in Liguria, si è tentato di prevenire le infezioni virali tenendo gli afidi lontani dalle coltivazioni, per esempio coprendole con tessuto non tessuto.

A livello di ricerca si sta cercando di individuare ceppi virali che, inoculati nelle piante, siano in grado di contrastare i virus dannosi.

L'ortica è una delle armi più efficaci per la lotta biologica contro gli afidi
 

Considerando che i nostri orti sono assai lontani da queste possibilità, non dobbiamo dimenticare che, invece, siamo abilissimi nella lotta biologica contro gli afidi. Questa nostra abilità è spesso coronata da successo perché i nostri orti consistono di poche piante, sulle quali possiamo concentrare i nostri sforzi.

Occorre anche dire che molto spesso, per quanto riguarda gli zucchini,  insistiamo con i trattamenti a base di zolfo o zolfo ramato per prevenire l’oidio che è visibilissimo, e trascuriamo i trattamenti antiparassitari perché gli afidi non creano grosse concentrazioni o colonie visibili sulle piante di zucchini.

Quindi, mentre ci proponiamo di non trascurare i trattamenti antiparassitari biologici sulle nostre piante di zucchini e cucurbitacee in genere, vogliamo ricordare brevemente quali sono questi trattamenti. Sono essenzialmente irrorazioni di preparati liquidi, fatti sulle piante con spruzzatori manuali. I preparati si ottengono tutti con elementi naturali sottoposti a due procedimenti diversi, per cui prendono il nome di macerati o di infusi.

Dopo aver fatto macerare l'ortica per un paio di giorni, la si può filtrare per poi spruzzarla sulle piante
 

I macerati

I macerati si ottengono lasciando macerare in acqua semplice, per qualche giorno, delle essenze vegetali, tra le quali la più rappresentativa è sicuramente l’ortica, sia per la sua efficacia sia per la facilità di reperire questa pianta lungo i confini dei nostri orti o anche tra le aiuole, se siamo così intelligenti da non estirparla tutta.

Un’altra essenza efficace è l’equiseto, più comunemente detto Coda di cavallo, che cresce solitamente vicino ai corsi d’acqua o sulle sponde di piccoli laghi.

Ci sono poi molte altre essenze che possono essere utilizzate in questo modo come per esempio la menta, la ruta, il basilico, il prezzemolo, la mentuccia.

Anche le cimici sono vettori di virus dannosi per le piante, che vengono trasmessi con  le loro punture
 

La ricetta dei macerati

In un secchio con 8-10 litri d’acqua immergere una quantità di essenza fresca pari a 500-1000 grammi. Spingete tutto sott’acqua e lasciate macerare per due giorni almeno. Periodi più lunghi servono solo ad aumentare il cattivo odore e non  garantiscono maggiore efficacia.

Dopo due giorni completi filtrate il liquido in modo da poterlo mettere in uno spruzzatore senza che i fori vengano otturati; potete usare anche gli spruzzatori che contenevano prodotti per la casa, ben lavati.

Se dovete irrorare piantine ancora piccole diluite il preparato in questo modo: 25% di preparato, 75 % di acqua. Diminuite la diluizione per piantine più cresciute. Per piante ormai grandi fate una diluizione al 50%.

La diluizione è una norma prudenziale e  deriva dal fatto che il preparato può contenere azoto troppo concentrato, che potrebbe danneggiare le piantine.

Gli infusi si preparano rapidamente con acqua bollente e essenze come l'aglio o il peperoncino
 
 
 
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Una famiglia di 3-4 persone con un orto-giardino di ordinaria grandezza può produrre ogni anno 5 quintali di rifiuti organici dai quali si ricavano comodamente 2 quintali di compost, pari a dieci sacchetti di terriccio da giardino da 50 litri. Questo riduce praticamente a zero le spese per acquisto di fertilizzanti. Inoltre, molti Comuni offrono sconti e facilitazioni a chi composta in proprio. Questo libro è un manuale completo per il riciclo dei rifiuti domestici e del giardino. Illustra tutte le tecniche per ottenere gratuitamente un ottimo fertilizzante e  ammendante dei terreni. E’  arricchito da schede, tabelle e immagini che guidano il lettore nella produzione del compost sia nel giardino sia sul balcone di casa, anche con una compostiera autocostruita.

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Gli infusi

Gli infusi si ottengono rapidamente versando un litro  di acqua bollente su  3 spicchji di aglio, oppure 2-4 peperoncini secondo la grandezza, oppure due sigarette o quantità equivalente di tabacco. Nel caso dell’aglio schiacciatelo prima, nel caso del peperoncino sminuzzatelo.

Quando l’infuso è freddo può essere spruzzato sulle piante. Anche in questo caso, come norma prudenziale per evitare effetti troppo violenti, consiglio una diluizione come già detto per i macerati.

Con il tabacco si prepara un ottimo infuso anti-cimice
 

Il sapone di Marsiglia

Alcuni usano preparare un composto da spruzzare sciogliendo semplicemente 30 grammi di scaglie di sapone di Marsiglia in un litro di acqua. Questo preparato è efficace in quanto è appiccicoso.

Per quanto riguarda i preparati vegetali già descritti, sia i macerati che gli infusi, consiglio sempre di aggiungere per ogni litro un cucchiaio di scaglie di sapone di Marsiglia o anche un cucchiaio di detersivo liquido domestico per stoviglie. L’effetto di questa aggiunta è di aumentare la tensioattività del preparato, cioè rendere possibile una aderenza molto superiore alle foglie su cui viene spruzzato. Questo risulta molto utile specialmente per le piante a foglie cerose, come per esempio i cavoli.

Anche il peperoncino è alla base della preparazione di molti infusi anti-afidi
 

Che fare con il preparato che avanza

Il preparato che avanza dopo poco tempo comincerà ad emanare un puzzo tremendo, per cui è sconsigliabile conservarlo per usi futuri: se necessario si potrà prepararne di fresco. Tuttavia la parte avanzata non va gettata, perché è un fertilizzante prezioso. Quindi potete distribuirlo alla base delle vostre piante, evitando di metterlo tutto addosso a una pianta sola. Per questa operazione sono preferite le verdure a foglia (insalate, ecc).

L'ortica è efficace anche essiccata. Si può raccogliere nei periodi di maggiore abbondanza lasciandola essiccare al sole, e conservandola poi in sacchetti di tela. La quantità da usare va rapportata al peso da verde
 

Quando ripetere il trattamento

Il trattamento si può fare anche continuativamente sulle piante, ripetendolo ogni settimana; nel caso fosse necessario si può ripetere anche ogni due o tre giorni perché non ha effetti dannosi sulle piante, anzi ha un effetto blandamente fertilizzante. Naturalmente non bisogna esagerare nella concentrazione. Tenete conto che gli afidi irrorati non stramazzano subito al suolo ma restano al loro posto apparentemente indifferenti: solo dopo due o tre giorni noterete che non ci sono più.

L'equiseto o Coda di cavallo cresce nei luoghi umidi ed è efficace come l'ortica
 

Quali piante trattare

Si possono trattare praticamente tutte le piante da orto, anche le insalate che poi però dovranno essere ben lavate. Non occorre versare litri di preparato sulle piante, con uno spruzzatore molto fine capace di nebulizzare il getto non occorre insistere più di mezzo secondo su un’area, cioè l’irrorazione va fatta muovendo continuamente il getto verso le zone successive, senza soffermarsi.

Le piante si possono irrorare in ogni fase della loro crescita, anche a pianta fiorita: in questo caso però bisogna avere l’accortezza di non irrorare i fiori.

Il peperoncino si conferma pianta dai mille usi
 
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