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lunedì 31 marzo 2014

Fagiolino rampicante “Un metro”, o fagiolo asparago

Fagiolino rampicante “Un metro”, o fagiolo asparago

Il fagiolino Un metro è un fagiolino a cornetto mangiatutto, con la particolarità che è lunghissimo, da ciò il suo nome e la conseguenza evidente che ne esiste solo la varietà rampicante.Se si coltiva un piccolo orto è preferibile far nascere preventivamente i fagiolini in vasetti riempiti di terra, Si trovano contenitori alveolari da vivaio, ma si possono usare anche i bicchieri di plastica.

Il fagiolino Un metro è un fagiolino a cornetto mangiatutto, con la particolarità che è lunghissimo, da ciò il suo nome e la conseguenza evidente che ne esiste solo la varietà rampicante.
Può essere coltivato come tutti i fagiolini rampicanti: semina da aprile a giugno, raccolta scalare cominciando circa 50 giorni dopo la semina. Il baccello è lunghissimo, ma conviene raccoglierlo quando ha una lunghezza massima di 30 cm circa. Comunque, è un fagiolino senza filo, neppure quando è molto sviluppato. La raccolta va fatta ogni due o tre giorni ed è agevole trattandosi di pianta rampicante.
Ha bisogno di una concimazione preventiva leggera. Come tutti i fagioli, è in grado di fissare autonomamente l’azoto con le radici, quindi non ha bisogno di concimazioni azotate, anzi al termine della coltura il terreno risulta arricchito di questo prezioso minerale.

Fiori e baccelli di fagiolino Un metro
 
Coltivare l'orto di Bruno Del Medico
Seconda edizione 2013
128 Pagine. Formato 17x24 cm. Illustrato
Euro 10,00.  Vedi prezzo scontato  Finalmente un manuale sulla coltivazione dell'orto non scritto da qualche eccentrico americano del Tennessee né da qualche professore di agraria, ma da un vero hobbysta. Quando non sapeva ancora camminare, oltre mezzo secolo fa, l'autore accompagnava il padre nel piccolo orto familiare e apprendeva i piccoli trucchi e i segreti antichi di quest'arte. Oggi coltivare un orto non significa più ingegnarsi per sopravvivere, quanto piuttosto scegliere un nuovo stile di vita. Nonostante ciò, le tecniche rimangono le stesse. La tecnica moderna ha introdotto la chimica, che il vero hobbysta rifugge. Questo libro vi darà i migliori suggerimenti per seminare, coltivare e raccogliere gustosissimi ortaggi per la gioia della vostra tavola. SCONTI E OMAGGI PER SAPERNE DI PIU'

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E’ molto produttivo, anche se i suoi baccelli non raggiungono la prelibatezza dei più noti cornetti mangiatutto. Tuttavia, dopo averne cucinato una gran parte per il consumo diretto, resterà una abbondante produzione da lavare, tagliare a pezzi e congelare per i minestroni invernali.
I fagiolini vanno normalmente seminati direttamente in terra, disponendo i semi in fila serrata in un solco profondo circa 10 cm. Se però si coltiva un piccolo orto, allora è preferibile far nascere preventivamente i fagiolini in vasetti riempiti di terra (ci sono contenitori alveolari di plastica nera, ma si possono usare anche i bicchieri di plastica da tavola). Quando le piantine hanno sviluppato 3 o quattro vere foglie, si possono trapiantare in terra. In questo modo si eviteranno quegli antiestetici tratti vuoti nelle file, dovuti a lumache e uccelli che hanno banchettato con i semi indifesi.

I fagiolini Un metro vanno raccolti quando hanno una lunghezza di 30 cm circa.
 

Occorre dotare le piantine di sostegni: per esempio dei tutori (canne) alti almeno due metri fuori terra e collegati a due-tre tra loro “a capanna”. Oppure meglio stendere una rete di plastica acquistabile in qualunque Garden center. Il fagiolino Un metro è un ortaggio di coltivazione facile, che può dare grande soddisfazione. E’ importante non far mancare mai l’acqua perché, come tutti i fagioli, tende ad appassire rapidamente.

La produzione è abbondante e prolungata nel tempo. Raccogliere ogni tre giorni circa.
 
Che cosa mettere nell'orto
28 Pagine. Formato 15x21 cm. Illustrato
Euro 2,00. 

Quando ci accingiamo coltivare un orto abbiamo in mente alcuni ortaggi principali, quelli solitamente più presenti sulla nostra tavola, e ignoriamo che la gamma di varietà è veramente vasta. Molti credono che l’orto rappresenti una attività da iniziare in primavera terminare alla fine dell’estate: invece, ci sono moltissimi ortaggi che possono esser coltivati anche l’inverno, semmai con dei piccoli accorgimenti per preservarli dal gelo. Molti altri rimangono stupiti quando affermo che ci sono almeno un centinaio di ortaggi diversi, considerando solo le varietà principali. Questo libricino, per le sue dimensioni e le sue finalità, non vuole essere esaustivo ma vuole offrire una prima base di valutazione e conoscenza.
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Coltivare i pomodori nell’orto.

Dalla semina alla raccolta. Varietà, cure colturali, malattie, parassiti, concimazione, potatura.

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Illustrato con 250 foto e disegni.

ISBN 978-88-98268-14-6
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venerdì 7 marzo 2014

Trapianto radice nuda. Superare lo stress da trapianto

Trapianto radice nuda. Superare lo stress da trapianto

Per quanto sia sempre meno usato, nei piccoli orti questo metodo è ancora abbastanza diffuso. Molti preferiscono allestire vivaietti di piantine messe tutte assieme in una terrina o piccola aiuola. Come superare lo stress del trapianto

Rispetto alla semina in contenitori alveolari, dischetti o vasi in torba pressata, e comunque contenitori singoli, la pratica della semina un unico contenitore presenta il grande vantaggio di essere più sbrigativa ed economica. Però può dare notevoli problemi al momento del trapianto, considerando la delicatezza della operazione. Infatti la necessità di estrarre la piantina dalla terra la indebolisce a causa della perdita di una grossa parte delle radici. In questo post alcuni suggerimenti su come evitare per quanto possibile lo stress del trapianto.

La semina in una unica terrina è più economica rispetto quella in contenitori singoli, ma può dare qualche problema al momento del trapianto
 

Accorgimenti di carattere generale
Prima di estrarre le piantine dalla terra bagnare molto abbondantemente il terreno. Successivamente non tirare con le mani ma estrarre le piantine, per quanto possibile, con una zolletta di terra usando un cucchiaino o una forchetta.

Il momento migliore è la sera al tramonto o poco prima, quando il sole sta per calare; in  questo modo la piantina avrà tutta la notte per riprendersi almeno un po’. E’ necessario che le radici comincino a lavorare succhiando dalla terra tanta acqua, quanta il sole ne fa evaporare dalle foglie.

All’atto dell’interramento la terra va ben pressata attorno alle radici. Inoltre, subito dopo il trapianto occorre innaffiare abbondantemente in modo che l’acqua serri ancor più la terra a ridosso delle radici. L’innaffiatura va ripetuta ogni giorno, nei mesi più caldi anche due volte al giorno.

Se necessario predisporre una ombreggiatura con stuoie o strumenti simili, almeno per i primi due giorni.

La riduzione di effettua tagliando parte delle foglie, o parte delle radici, o entrambe
 

Riduzione di foglie e radici

In molti casi per facilitare una rapida ripresa della piantina  si rende necessaria le riduzione delle foglie o delle radici, o di entrambe.

In genere se le radici si presentano in lunghi fasci aggrovigliati conviene tagliare il “cespuglio” più esile e contorto per concentrare le forze sulle radici più forti. Così pure se il fogliame è troppo sviluppato, come nel caso di molte insalate, è assolutamente conveniente recidere tutte le foglie (che comunque appassirebbero) a pochi centimetri dal colletto, ben sapendo che comunque presto la pianta ne emetterà di nuove.

Alcune piante gradiscono la riduzione delle sole figlie, altre delle sole radici, altre ancora di tutte e due. Qui sotto allego una tabella con le indicazioni relative a vari tipi di ortaggi.

Riduzioni da apportare alle piantine nei trapianti a radice nuda

Solo le foglie

Solo le radici

Foglie e radici

Barbabietola

Cavoli

Bieta a costa e erbette

Cicoria

Lattughe

Carciofo

Finocchio

Valeriana

Cardo

Prezzemolo

 

Indivia riccia e scarola

Sedano rapa

 

Cipolla

 

 

Porro

 

 

Sedano

 

Ricordo che nei trapianti è necessario tenere presente anche la profondità: infatti alcune piantine devono essere trapiantate facndo in modo che il colletto, cioè il punto di intersezione della pianta nel terreno, si trovi allo stesso livello che aveva prima di essere trapiantata. Altre invece si giovano di un trapianto più profondo.

Nei trapianti occorre tenere conto anche della profondità di trapianto.Nella foto, la profondità consigliata per i pomodori
 
 
 
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mercoledì 5 marzo 2014

Seminare i piselli nelll’orto famigliare

Seminare i piselli nelll’orto famigliare

I piselli vengono  seminati, solitamente, direttamente in campo. Purtroppo spesso le semine presentano ampie falle, perché il seme è facilmente soggetto alla asfissia. Per ovviare, nei piccoli orti è possibile preseminare nei contenitori alveolari e poi trapiantare

Si diffonde sempre più nei piccoli orti familiari la pratica di prese minare e trapiantare qualsiasi ortaggio, anche quelli che tradizionalmente si  usava affidare direttamente alla terra, come per esempio i fagioli o i piselli. Molti ricorrono anche alla semina mista, cioè, contemporaneamente alla semina in terra, preparano anche una quantità di piantine nei vasetti di vivaio per rimpiazzare eventuali mancanze lungo le file, che sarebbero veramente antiestetiche. Queste mancanze coi sono spesso e non derivano tanto dagli errori del seminatore, quanto da aggressioni portate ai demi da uccelli o larve di insetti. Rimpiazzare queste mancanze riseminando nello stesso posto non è consigliabile perché le nuove piantine verrebbero soffocate dalla maggiore crescita di quelle circostanti.

I piselli possono essere seminati in contenitori alveolari per essere successivamente trapiantati, anche per trimpiazzare eventuali mancanze lungoi le file.
 

In questo post ripercorriamo la semina di piselli rampicanti in contenitori alveolari di recupero, derivanti da precedenti acquisti di altre piantine nei vari mercatini. Ogni volta che si riusano questi contenitori è opportuno sterilizzarli con un lavaggio a base candeggina, diluita come per il lavaggio di un  pavimento.

Il necessario: terriccio da semina, contenitori alveolari e buon seme. Per accelerare la germinazione il seme può essere messo a bagno in acqua 24-36 ore prima.
 


Coltivare l'orto

di Bruno Del Medico
Seconda edizione 2013
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Il terriccio da usare è il terriccio da semina, o il compost del nostro orto molto maturo. Infatti il terriccio da giardino normale o il compost fresco, avendo un notevole effetto fertilizzante, potrebbero danneggiare i semi. Il terriccio, essendo molto poroso, garantisce che il seme sia ben ossigenato e non subisca l’asfissia cui specialmente i piselli vanno soggetti quando la terra aderisce troppo strettamente al seme.

Per pressare il terriccio negli alveoli utilizzare un contenitore simile pieno.
 

Riempite gli alveoli per un 30% circa con il terriccio, pressate leggermente e disponete in ciascuno due o tre semi. Trapiantando alla distanza di 12-15 cm non sarà necessario diradare le piantine, lasciate pure nei vasetti tutte quelle che nascono.

Dopo aver riempito al 30% gli alveoli, disporre in ciascuno due o tre semi.
 

Riempite gli alveoli di terriccio e pressate ancora, poi innaffiate e sistemate il vassoio in un luogo non esposto direttamente al sole, almeno fino a che le piantine saranno alte almeno due-3 centimetri.

Coprire di terriccio e pressare nuovamente, poi innaffiare moderatamente.
 

I piselli germinano anche con temperature piuttosto basse, gradiscono i 5 gradi e crescono bene se le temperature si mantengono fresche,  al valore medio giorno-notte di  15 gradi.

Le prime piantine cominciano a spuntare tra 5 e 10 giorni dalla semina.

I piselli cominciano ad emergere dopo 5 giorni circa, e l'emersione si completa in una settimana.
 

Quando le piantine sono alte almeno 5 cm e comunque presentano almeno 5-7 foglie possono essere trapiantate in campo. Estraetele con cura evitando di far rompere il pane di terra: nel caso non innaffiare per un paio di giorni e poi aiutarsi spingendo delicatamente dal foro inferiore con una cannuccia.

Piantine pronte al trapianto.
 
 
 
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martedì 4 febbraio 2014

Come fare una treccia di aglio o di cipolla

Come fare una treccia di aglio o di cipolla

Gli steli di aglio e cipolla ingialliscono e si piegano naturalmente quando la pianta è pronta alla raccolta: a quel punto non è necessario attendere ancora. I bulbi possono essere estratti dal terreno per essere conservati in un luogo asciutto

Cipolla e aglio si estraggono dal terreno aiutandosi con le mani, o al massimo con una forca infilando i denti abbastanza lontani da non correre il rischio di bucare i bulbi. E’ preferibile fare la raccolta con il tempo asciutto, lasciando i bulbi qualche giorno sul terreno o comunque ben allargati all’aperto in modo che si asciughino; sarà anche utile rivoltarli almeno una volta al giorno. Questa asciugatura dovrà anche consentire il distacco di tutti i residui di terra, eventualmente scuoterli.

La cipolla e l'aglio appena raccolti devono restare qualche giorno sulla terra o su un supporto al riparo per asciugare,. Al termine scuoterli o strofinarli con la mano per eliminare residui di terra e seccumi
 
 
 


Coltivare i peperoncini piccanti

Dagli innocui Bell e Poblano  agli infernali Fatali, Habanero , Bhut Jolokia e Trinidad Scorpion Moruga
Coltivare l’orto Editrice 2013
72  pagine. Formato 17x24. Prezzo euro 5,00


Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati, ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere sufficiente.
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Dopo questo periodo di asciugatura si ripuliscono eliminando i bulbi danneggiati e le parti non sane. Come consigliato dalla tradizione i bulbi si possono conservare per tutto l’inverno appesi in un luogo asciutto. Per comporre la treccia si può procedere come descritto qui sotto.

Appendere a un punto alto una corda o uno spago robusto lungo circa un metro e mezzo. Intrecciate sommariamente tra loro gli steli di 4 o 5 bulbi, e legateli al capo pendente della corda in modo che con il loro stesso peso la tengano ben tesa.

Prendete uno per volta gli altri bulbi, e arrotolate lo stelo due volte attorno allo spago facendo passare il capo sotto il giro, come a fare mezzo nodo. Stringete bene lasciando uno spazio tra la legatura e il bulbo, in modo che questo si collochi a circa 5 cm dalla corda, in modo da lasciare spazio anche per gli altri bulbi che aggiungerete.

Distribuite i bulbi circolarmente attorno alla corda in modo equilibrato, facendo sì che la treccia risulti bilanciata. Per prelevare i bulbi da usare in cucina cominciate dall’alto, eventualmente tagliando gli steli. La treccia può essere conservata al freddo e al buio ma non all’umidità o troppo alla luce, altrimenti i bulbi germogliano precocemente.  

 

 
 
 
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lunedì 3 febbraio 2014

Quanti giorni dalla semina per raccogliere gli ortaggi?

Dopo aver seminato

Dopo aver seminato, innaffiato, concimato, zappato, e dopo aver contemplato soddisfatti le nostre piantine che crescono, ci chiediamo anche quando potremo fare il meritato raccolto

Mentre contempliamo i nostri pomodori e tutti gli altri ortaggi, ci assale spesso un dubbio: ma staranno crescendo bene? Come mai ancora non si vede nessun frutto? Da un giorno all’altro non vediamo differenze, e ci chiediamo se veramente stanno crescendo oppure se non sono afflitte da qualche subdola malattia che ne blocca lo sviluppo.

I pomodori richiedono mediamente 120 giorni per la prima raccolta.

In effetti, alcuni ortaggi crescono con lentezza esasperante nel loro primo periodo di vita (un esempio per tutti: i peperoni) e se li paragoniamo ad altri che hanno crescita più veloce, come gli zucchini, i dubbi sono legittimi. Dobbiamo considerare però che ogni ortaggio ha i suoi tempi: a seconda della specie la raccolta può avvenire da meno di un mese a un minimo di cinque mesi.

Le melanzane  richiedono mediamente 110-130 giorni per la prima raccolta.
 

Per sciogliere ogni dubbio, potete consultare la tabella qui sotto, che vi fornisce i tempi di emersione in giorni (cioè dopo quanti giorni mediamente la piantina spunta dal terreno) ed i tempi necessari a poter raccogliere i primi frutti, sempre in giorni. Questo secondo è un valore medio. Considerate che può variare anche sensibilmente a seconda della varietà, cioè se si tratta di una varietà precoce o tardiva. In questi casi i tempi di maturazione possono variare di 10-20 giorni in più in meno rispetto al valore medio indicato.

I cetrioli richiedono mediamente 70 giorni per la prima raccolta.
Un’altra avvertenza riguarda le condizioni di crescita. Una pianta che abbia subito condizioni di temperatura inadeguate (troppo freddo di notte o troppo caldo di giorno) può sopravvivere ma comunque ritarda e allunga l’andata in produzione; nel caso del caldo talvolta può andare direttamente a seme e cessare il ciclo vitale ancor prima di aver in iniziato a produrre
 

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La lattuga richiede mediamente 70-80 giorni per la prima raccolta.

TEMPI DI EMERSIONE E GIORNI NECESSARI AD OTTENERE ILPRODOTTO PER I PRINCIPALI ORTAGGI

Ortaggio

Giorni per l’emersionr

Giorni per iniziare la raccolta

ANGURIA

6.8

100-110

BASILICO

8-12

60-70

BIETA

12

60-70

CAROTA

12-14

70-100

CAVOLO BROCCOLO

4-5

180

CAVOLFIORE

4-5

150-160

CETRIOLO

6-8

70

CIPOLLA

12

130-150

ENDIVIA

8

100

FAGIOLINO NANO

7-8

60-70

FAGIOLO

7-8

100-120

LATTUGA

4-6

70-80

MELANZANA

6-8

110-130

PEPERONE

8-10

130-150

POMODORO

5-6

120

RAVANELLO

3-4

30-40

ZUCCA

6-8

140-150

ZUCCHINA

6-8

40

 
Le zucchine richiedono mediamente 40 giorni per la prima raccolta.
 
 


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